I commenti all’attacco ad Aleksandar Vucic a Srebrenica

Sabato 11 giugno il primo ministro serbo Aleksandar Vucic e la sua delegazione sono stati attaccati con pietre e altri oggetti nel corso della visita al memoriale di Potocari in occasione del ventennale della strage di Srebrenica, su tutti i quotidiani serbi ci sono vari commenti su questo incidente.

L’attacco ad Aleksandar Vucic a Srebrenica

Secondo l’analista militare Miroslav Lazanski, la risoluzione del Parlamento europeo con la quale il “genocidio di Srebrenica” viene condannato è interessante nel contesto della dichiarazione del rappresentante della NATO Jamie Shea del 19 maggio del 1999. Dunque, il signor Shea ha dichiarato: “Come sapete , senza i paesi della NATO non ci sarebbe la Corte Internazionale di giustizia dell’Aia, non ci sarebbero i crimini di guerra dell’ex Jugoslavia perché i paesi della NATO sono quelli che hanno  istituito e finanziato questi due tribunali, e i quali sono informati sulle loro attività quotidiane”. Come dice Lazanski, si potrebbe dire che questa non è la giustizia del vincitore, che questa non è affatto alcuna giustizia, perché tutti e due i tribunali sono finanziati dagli stati che hanno combattuto contro i serbi. Lui aggiunge inoltre che i media occidentali hanno celato le informazioni su ciò che sarebbe accaduto a Srebrenica del 1995. Naturalmente, questo non nega i crimini a causa di Srebrenica, ma si dovrebbe anche porre la questione “come mai in questa zone demilitarizzata delle Nazioni Unite aveva agito l’esercito musulmano?”.

I media occidentali non possono accusare che qualcuno sapesse cosa aveva in programma l’esercito della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina. Questa tesi è stata sostenuta dall’Istituto Olandese per la Documentazione Bellica, NIOD. D’altra parte, secondo il rapporto di Andreas Cumah del giornale berlinese “TAZ”, il’ordine di attacco a Srebrenica fu emanato da Radovan Karadzic il 2 luglio del 1995, cosa che è stato dopo sostenuto anche dall’Istituto olandese.

Insomma, ci sono almeno tre versioni su questo scenario tragico. Il primo è che c’era un grande deficit nella sorveglianza elettronica del terreno ma è difficile crederci perché l’estate del 1995 è stato il momento delle operazioni di guerra finali in Bosnia ed Erzegovina e tutte le parti in conflitto hanno cercato di prendere una posizione migliore in vista di Dayton. Il secondo è il fatto che ci sono stati errori drammatici nella gestione dei flussi di informazione. Secondo la terza tesi, alcuni dei servizi segreti dell’Occidente hanno semplicemente omesso le informazioni sul prossimo attacco che stava per avvenire a Srebrenica per poter ottenere un vantaggio politico durante i negoziati di Dayton.  Lazanski  ha detto inoltre al quotidiano Politika che tutta la storia del servizio segreto americano è piena di puro cinismo, aggiungendo che qualcuno dell’ Occidente aveva bisogno dei crimini di Srebrenica per utilizzare poi la rabbia vendicativa contro i serbi nella valle della Drina, cosa che, naturalmente, non giustifica i malvagi che hanno ucciso gli individui catturati a Srebrenica.

Secondo i commenti che si leggono sul quotidiano Blic, per il presidente serbo della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, Mladen Ivanic,  “il primo ministro serbo Aleksandar Vucic è stato attaccato a Potocari , solo perché è serbo. Non perché ha fatto o ha detto qualcosa. Tutto quello che diceva negli ultimi giorni è stato molto positivo, orientato al futuro”, ha detto Ivanic all’agenzia di stampa “Tanjug” . Il direttore dell’Istituto di Studi slavi  dell’Accademia Russa delle Scienze, Konstantin Nikiforov, ritiene che i media occidentali non sono molto interessati a stabilire la verità, sottolineando inoltre che neanche lui dispone di informazioni sufficienti per poter esprimere giudizi sugli avvenimenti di Srebrenica. “Sarebbe una buona idea creare una commissione internazionale la quale non dovrebbe  subire interferenze da nessuno.  Ma tutto è già stato definito “genocidio”, ha detto Nikiforov.

La presidente del Comitato di Helsinki per i diritti umani in Serbia Sonja Biserko ha dichiarato oggi al quotidiano Danas che il primo ministro serbo è stato l’unico a reagire correttamente dopo l’incidente a Potocari e che l’attacco a Vucic danneggia prima di tutto la stessa Srebrenica, le famiglie delle vittime come le stesse vittime.

L’Ambasciata tedesca a Belgrado ha emesso un comunicato in cui manifesta il dispiacere per l’attacco a Vucic, evidenziando che i promotori degli incidenti hanno espressamente agito in contrasto con lo spirito di commemorazione e rappacificazione dell’iniziativa. “L’incidente dimostra quanto sia ancora necessario un coinvolgimento comune di tutte le persone e dei leader della regione per la rappacificazione e la convivenza pacifica”, si legge nella nota.

Secondo il quotidiano Blic il principale organizzatore dell’attacco è stato Asim S., alto funzionario del Partito di Azione Democratica (SDA), stretto collaboratore del leader bosniaco Bakir Izetbegovic. Per l’organizzazione dell’attentato sarebbero stati coinvolti criminali di un gruppo vicino a Naser Oric, comandante delle truppe bosnacche durante la guerra del 1992-95 e ricercato dalla giustizia serba per crimini di guerra. secondo il quotidiano i servizi di sicurezza serbi sono in possesso di fotografie che dimostrano come Asim S. sia direttamente coinvolto nell’assalto a Vucic.

 

 

 

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