Arsic: La crescita economica della Serbia non è poi così impressionante come sembra!

La bassa inflazione, il surplus fiscale e tassi di interesse ai minimi storici, senza dubbio sono buone tendenze che la Serbia non ha avuto da molti anni e che contribuiscono alla conservazione della stabilità macroeconomica.

“Ci sono altre dati impressionanti, ma che sono impressionanti solo a prima vista, perché con analisi più dettagliate si può vedere che non sono poi dati così buoni”, ha detto il professor Milojko Arsic durante la presentazione odierna della pubblicazione del “Monitor Trimestraledella Facoltà di Economia.

Milojko Arsic ha spiegato che questo è legato principalmente ai dati sulla crescita dell’attività economica del 4,6%, miglior performance in Serbia dall’inizio della crisi economica mondiale e maggiore crescita in confronto ai paesi dell’Europa centrale e orientale. Tuttavia, se si osservano i dati con un occhio più esperto, si intravvede che la maggior parte del settore ha registrato un tasso di crescita da 3 a 3,5%, che è al di sotto della media dei Paesi dell’Europa orientale. La forte crescita è dovuta alla ripresa di alcuni settori che lo scorso anno nel primo trimestre hanno avuto cattivi risultati, come l’agricoltura, l’industria dell’energia e delle costruzioni, così gli autori di questa pubblicazione hanno mantenuto la stima finale di crescita del 4% fino la fine dell’anno, che è comunque inferiore alla media dei Paesi dell’Europa orientale.

“Senza dubbio continua l’aumento del deficit commerciale con il mondo, che si riferisce al deficit del commercio estero e al deficit nell’attuale bilancia dei pagamenti. Ciò nasconde un disturbo più grave, come i bassi risparmi interni in relazione agli investimenti e l’aumento del consumo sproporzionato al prodotto interno lordo. A questo si aggiunge la mancanza di progressi nelle riforme strutturali e del miglioramento dell’ambiente economico”, ha affermato Arsic.

Egli avverte che, ad eccezione della Romania e della Lettonia, in altri Paesi dell’Europa orientale la domanda interna è inferiore alla produzione in media del 4%.

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“Alcuni economisti nazionali si illudono pensando che la domanda è un fattore di sviluppo. Questo vale per grandi economie che producono tutto ciò di cui hanno bisogno, come l’America, il Giappone, la Germania, ma nel caso di economie piccole e aperte, i principali fattori di sviluppo devono essere finanziamenti da fonti interne. Nessun paese al mondo si è sviluppato nel lungo periodo con investimenti esteri. Essi possono essere d’aiuto per un breve termine, ma non possono essere una fonte permanente, dal momento che implicano un grande deflusso di denaro attraverso dividendi e profitti. La Serbia l’anno scorso, per esempio, ha avuto un deflusso dai dividendi di 0,9 miliardi di euro, con un margine di interesse di 0,8 miliardi e il profitto reinvestito ammontava a 1.2 miliardi di euro”, ha detto Arsic.

Il professore ha ricordato che la struttura degli investimenti esteri, principalmente incentrata sull’edilizia, sul commercio e sul settore finanziario, non contribuisce né alla riduzione del deficit commerciale, che ammonta al 9,8% del PIL, né al deficit delle partite correnti, che ammonta al 7% del PIL. Inoltre, anche se le esportazioni stanno crescendo, c’è comunque un rallentamento di questa tendenza al 8,5% mentre le importazioni stanno accelerando la propria dinamica del 12,5%.

Alla presentazione del monitor trimestrale, è stata presentata la ricerca del professor Sasa Randjelovic sul movimento quinquiennale dell’economia sommersa, la quale all’inizio del periodo osservato, 2012, aveva un volume di circa 30% del PIL, mentre nei sucessivi due anni ha registrato una crescita notevole a causa della elevata tolleranza dello Stato e spesso della cancellazione di debiti fiscali. Sasa Randjelovic sottolinea che l’economia sommersa non è equamente rappresentata in tutti i settori dell’economia, e così grazie a nuove misure, l’eonomia sommersa è stata quasi completamente bloccate nella circolazione di prodotti petroliferi, mentre nel settore del tabacco vi è stata un’espansione a causa delll’aumento delle accise.

Photo Credits:”Foto: Medija centar

(https://www.danas.rs/ekonomija/arsic-privredni-rast-nije-tako-impresivan-kao-sto-izgleda/)

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