Arresto Saric: verranno fuori le coperture politiche?

Dopo la cattura del boss più ricercato d’Europa, si pone l’interrogativo che riguarda i legami tra criminalità, politica e servizi segreti.

La resa di Saric è stata accordata una decina di giorni fa; anche se dal Ministero degli Interni non vogliono rivelare il nome dell’ultimo Paese in cui l’ex latitante ha dimorato, una fonte ben accreditata del quotidiano Politika rivela che Saric si spostava tra Venezuela, Colombia, Brasile e Repubblica Domenicana. La notizia è stata tenuta riservata per due motivi: in primo luogo per non rendere problematiche le indagini su altri sospettati e, secondariamente, per la concomitanza della campagna elettorale.

Saric si è arreso quando ha compreso che sarebbe stato arrestato

Ieri Vucic ha snocciolato gli impressionanti numeri (tra persone, filmati, tecnologie e polizie internazionali) che hanno contribuito alla cattura di Saric, rivelando che – nel momento in cui tutti gli spostamenti del narcoboss sono stati chiari – all’interno della DIA (i servizi di sicurezza nazionale) è iniziato il dibattito sulle modalità migliori per eseguire l’arresto. Proprio durante questa fase, l’avvocato di Saric si è rivolto alle istituzioni dicendo che il proprio assistito era disposto a consegnarsi, con l’unica richiesta di poter comunicare per mezz’ora con la madre e i figli. Saric avrebbe preso tale decisione nella consapevolezza dell’immediatezza dell’arresto, visto che sia la DIA serba che la CIA americana lo avevano localizzato. I servizi di sicurezza avrebbero accettato l’offerta, considerando che, in caso di azione armata, la scorta che proteggeva il boss era tale da portare a uno scontro a fuoco con morti.

Gli insulti del boss a due politici serbi

Parlando del volo che ha condotto Saric da Podgorica (dove è stato trasportato dal Sud America per consentirgli di incontrare i famigliari) a Belgrado, la fonte di Politika descrive l’atteggiamento del boss come “tranquillo, sfacciato e sicuro di sé”. Davanti agli agenti segreti, Saric avrebbe parlato – usando termini irripetibili – di due politici serbi, definendoli “i bugiardi che lo hanno venduto”. L’interlocutore del quotidiano ritiene che la decisione di Saric di consegnarsi forse rivela la sua volontà di collaborare con gli investigatori riguardo alle proprie attività. Catturato il boss, rimane comunque la domanda principale: Saric rivelerà i suoi legami politici, quelli che gli hanno consentito di fare affari in Serbia e investire miliardi di euro in immobili, proprietà agricole e altre imprese?

In questo complesso contesto, i mezzi di informazione più populisti giocano al rialzo nel creare sempre maggiori aspettative nelle persone: oggi Informer titolava “Caduto Saric, politici e magnati tremano”, proseguendo idealmente la campagna elettorale appena conclusa.

(Politika, 18.03.2014)

POLICIJA

L’arrivo di Saric al tribunale speciale di Belgrado

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