Consiglio Anticorruzione: appropriazione illegale di terre demaniali

Il Consiglio anticorruzione gestito dal Governo ha messo in guardia circa decine di migliaia di ettari di terre demaniali dati via a soggetti privati senza alcun compenso, unicamente sulla base di una nota emessa dall’Agenzia di privatizzazione secondo la quale l’acquirente ha rispettato gli obblighi derivanti da un contratto.

“Anche se l’acquirente ha adempiuto i suoi obblighi, questo non potrebbe implicare l’acquisto di terre demaniali perché il venditore ha solo il diritto di usare la terra, quindi non potrebbe trasferire i diritti di proprietà all’acquirente”, dichiara il rapporto compilato dagli Consiglio di privatizzazione.
Il rapporto è stato pubblicato sul sito ufficiale del Consiglio anticorruzione (www.antikorupcija-savet.gov.rs), ed è stato anche inviato al Governo serbo, al Parlamento nazionale, ai Ministeri dell’Economia, Agricoltura e Affari interni , e al procuratore di Stato.
“La conversione della proprietà dei terreni agricoli da pubblica a privata, senza la dovuta compensazione, ha causato danni incalcolabili la cui esatta portata non può essere determinata dal Consiglio, perché l’Autorità geodetica della Repubblica ha rifiutato di presentare i dati più recenti sullo stato della proprietà sui terreni agricoli dopo il processo di privatizzazione”, specifica la relazione del Consiglio.
Il rapporto prosegue dichiarando che il nascondere i dati reali circa le dimensioni e lo stato di proprietà in materia di terreni agricoli post-privatizzazione, e dichiarare queste informazioni come riservate, mostra chiaramente l’intenzione di difendere gli interessi del privato piuttosto che quelli dello Stato.
“Possiamo citare come esempio quello di un solo acquirente, Mile Jerkovic, il quale, durante il processo di privatizzazione delle aziende agricole e mietitrebbie, ha acquistato oltre 30.000 ettari della terra di migliore qualità in Vojvodina, in precedenza di proprietà dello Stato. Dopo che il contratto con questo particolare acquirente è stato concluso, i dati del catasto hanno mostrato che solo 4.000 ettari sono stati restituiti allo Stato. Non ci sono informazioni su ciò che è successo con i restanti 28.000 ettari nel 2014”, ha sottolineato il Consiglio.
Inoltre, a causa dei dati incompleti, il Consiglio non ha potuto accertare l’interesse dello Stato nella conclusione di un accordo tra il governo serbo e la società Al Rawafed degli Emirati Arabi Uniti.
(Beta, 11.01.2018)

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