Apertura dei capitoli incerta dopo il no di Gran Bretagna e Croazia

All’indomani del mancato accordo tra i paesi comunitari sull’apertura del capitolo 23 nell’ambito dei negoziati con la Serbia, a Bruxelles sono ancora in corso  le consultazioni in vista della riunione di tutti gli ambasciatori, prevista tra due giorni.

In quella occasione potrebbe arrivare il consenso da parte della Gran Bretagna e della Croazia, nonchè il via libera per una Conferenza internazionale e per l’apertura di nuovi capitoli nelle trattative con la Serbia.

La Gran Bretagna non ha accordato il suo consenso per motivi tecnici a seguito della Brexit, mentre i motivi croati sono sostanziali e su questo versante la situazione appare ancora incerta.

La Croazia aveva precedentemente approvato la continuazione dei lavori per l’apertura del capitolo 23, raggiungendo un accordo con la Commissione europea in merito all’inserimento di alcune richieste nella posizione negoziale dell’Unione.

Ora Zagabria richiede che nel testo preliminare venga contemplata sia la questione attinente il risarcimento alle vittime di guerra sia la risoluzione della controversia riguardante persone scomparse durante le guerre, richieste cui la Serbia dovrebbe adempiere durante le trattative. Tuttavia tali richieste non hanno incontrato il favore della Commissione europea e degli altri paesi membri.

A Bruxelles hanno comunicato che l’apertura dei capitoli 23 e 24 potrebbe essere possibile il 30 giugno, e che, in caso di mancato consenso, i capitoli saranno aperti a luglio o a settembre.

Il primo ministro Aleksandar Vucic ha comunicato che sull’apertura dei capitoli negoziali con l’UE decidono “grandi politici”, mentre la Serbia dovrebbe lavorare per migliorare lo standard della vita. “Loro” decidono quando i capitoli saranno aperti. Vucic ha negato la possibilità di un referendum sulla strada europea della Serbia ed ha aggiunto che la Serbia continua la sua lotta per i valori europei. “Facciamo tutto il possibile per minimizzare l’effetto della Brexit sulla Serbia”, ha detto Vucic.

“Noi continuiamo a sviluppare il nostro paese per mantenere una crescita economica alta. Su tutto il resto decidono grandi politici, mentre io sono un uomo semplice, un politico piccolo. E’ importante fare tutto il possibile nella nostra politica e ne sarò soddisfatto”, ha detto Vucic reagendo alla decisione incerta sull’apertura dei capitoli negoziali.

Inoltre, il primo ministro ha ribadito che la Serbia si trova sulla sua strada europea e che non ci sarà un referendum. “Da noi non ci sarà referendum, perchè le elezioni tenute rappresentavano un referendum”, ha spiegato Vucic.

(RTS, 28.06.2016.)

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