Il nuovo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia rende impossibile far arrivare petrolio russo all’industria petrolifera serba (NIS). Tuttavia, il Ministero delle Miniere e dell’Energia serba, dichiara che la fornitura di tutti gli altri tipi di greggio, eccetto quello russo, potrebbe continuare attraverso il porto croato di Omisalj.
Il Ministero spiega che la Serbia non è l’unico Paese europeo interessato dal nuovo pacchetto di sanzioni Ue, e aggiunge che tutto sembra essere fatto per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. “Dal momento della pubblicazione entra in vigore il 6° pacchetto di sanzioni, ma a tutti i membri dell’Ue è stato concesso un periodo di 6 mesi per l’attuazione, in cui dovrebbero essere completati tutti i contratti in essere e fatti acquisti a spot di greggio. Per i derivati petroliferi, questo periodo di transizione è di 8 mesi”.
Si aggiunge che questo si riferisce a tutti gli acquisti che vengono effettuati via nave fino al porto. Si segnala che le eccezioni al 6° pacchetto degli Stati membri dell’UE riguardano chi viene rifornito di greggio russo attraverso oleodotti. “Ungheria e Slovacchia possono continuare a ricevere petrolio greggio russo dall’oleodotto, ma dopo 8 mesi non possono più vendere i derivati del petrolio prodotti dal petrolio greggio importato a membri dell’UE o Paesi terzi. Bulgaria, Repubblica Ceca e Croazia sono esenti da questo, a causa della loro situazione specifica, e hanno la possibilità di riceverlo in futuro dopo un periodo di 8 mesi, ma sono obbligate a fornire percorsi di approvvigionamento alternativi”, conclude la nota.
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