Anche i “Kovid redari” possono controllare la validità del CovidPass

I “Kovid redari” (guardiani del Covid) hanno l’autorità di controllare i CovidPass e identificare gli ospiti dopo le 20:00 in ristoranti, casinò e sale da gioco in modo che non vi sia un uso improprio di questo documento. Hanno ricevuto tale autorizzazione sulla base del decreto governativo sulle misure di prevenzione e repressione della malattia infettiva Covid-19.

I CovidPass sono applicati nelle strutture di ristorazione da più di due settimane e da lunedì, con le modifiche al decreto governativo, questo documento è obbligatorio dalle ore 20:00 anziché dalle 22:00. Tutti nelle strutture di ristorazione, ma anche nei casinò e nelle sale da gioco, devono avere il green pass dopo le 20:00.

Il fatto che questa misura anti-epidemia sia stata estesa e prolungata ha sollevato nuovamente la questione se i guardiani del Covid, che sono obbligati a controllare i pass, abbiano il diritto di non far entrare i clienti. Questo diritto ce l’hanno ai sensi dell’articolo 13v del regolamento sulle misure per prevenire e sopprimere la malattia infettiva Covid-19.

“La persona giuridica o l’imprenditore, ossia l’organizzatore di eventi che fornisce i servizi di cui all’articolo 13 bis del presente decreto, è tenuto a verificare l’identità del titolare del CovidPass visionando un documento fotografico valido (carta d’identità, passaporto, patente di guida, libretto universitario, ecc.)”, è scritto, tra l’altro, nell’articolo.

A tal proposito, nessuno dei ristoratori assume una persona la cui unica ed esclusiva competenza sia quella di svolgere il ruolo di guardiano del Covid e di controllare i CovidPass, cioè legittimare l’ospite. “Nel mio locale, questo compito è affidato a un membro della sicurezza. Qualcuno ha un cameriere o un manager che lo fa. Nessuno paga una persona in particolare per questo compito. Per ora, per quanto ne so, con i CovidPass non ci sono problemi né per gli ospiti né per i dipendenti nelle strutture di ristorazione”, racconta un ristoratore.

Il viceministro alla salute, Goran Stamenkovic, dice che alcune negligenze si sono però verificate e che 18 ristoratori sono stati puniti con la multa massima, soprattutto a Novi Sad, Sombor, Belgrado, Nis, Valjevo e Sabac, dove gli ispettori hanno dimostrato di essere consapevoli della loro responsabilità.

A proposito, la multa per il mancato rispetto dei CovidPass per una persona giuridica è di 300.000 dinari, per un imprenditore 150.000, per il responsabile in azienda 50.000, per il guardiano 30.000 e per il cliente della struttura 5.000 dinari. Stamenković ha confermato che secondo il decreto governativo, il guardiano del covid può chiedere la carta d’identità dei cittadini, così come gli ispettori possono controllare i certificati, e ha ribadito che questi non sono semplici conferme di vaccinazione ma certificati che contengono tutti i dati necessari.

https://www.blic.rs/vesti/drustvo/i-konobar-moze-da-legitimise-goste-kovid-redari-uredbom-vlade-srbije-dobili-veca/gpy60ld

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