I serbi a rischio povertà anche percependo uno stipendio regolare

Secondo i dati statistici, 628.000 persone hanno un reddito al di sotto della soglia di povertà, il tasso di rischio di povertà è del 43,2%, il valore reale dei salari dello scorso anno è diminuito del 3,3 per cento rispetto al 2014, il salario minimo è lo stesso dell’anno precedente ed è 121 dinari per ora di lavoro.

La pensione media durante l’anno scorso è diminuita del 6,4% mentre il numero delle richieste di pensionamento è aumentato. Questo porta inevitabilmente ad una riduzione del numero dei dipendenti.

Secondo le statistiche, la povertà tra i disoccupati in Serbia è diminuita rispetto alll’anno scorso, mentre cresce tra gli occupati. Quello che rappresenta un grande problema è che tra I poveri ci sono anche coloro che un lavoro ce l’hanno, i cui salari purtroppo non bastano ad oltrepassare la soglia di povertà.

L’analisi condotta dal Parlamento rivela che nel quarto trimestre del 2013 la percentuale degli occupati è stata del 50,4 che è pari a un numero di 2.322.201 persone impiegate. Si è registrato un aumento di 53.451 unità rispetto al 2013. Questo è dovuto all’aumento delle ispezioni sul lavoro e alla registrazione dei lavoratori non legalmente dichiarati. Però nello stesso tempo è aumentato anche il numero dei pensionati.

Tuttavia, né i dipendenti né i pensionati con il reddito regolare riescono ad evitare la povertà. La soglia di rischio di povertà per il 2014 è stata di 13.408 dinari, il che significa che una famiglia di quattro persone dove uno è impiegato con uno stipendio medio pari a 44.000 dinari non è per niente immune dal rischio di povertà. Nella posizione ancora peggiore sono quelle famiglie in cui un dipendente porta a casa un salario minimo mensile di 23.000 dinari. Anche quando entrambi i genitori hanno un salario minimo, ciò non è sufficiente a che una famiglia di quattro persone si allontani dal rischio di povertà. Nella stessa posizione sono famiglie in cui vi è un pensionato, perché la sua pensione non è sufficiente a soddisfare i requisiti per varcare la soglia della povertà.

Perché, oggi, la cosa più importante è avere un lavoro, a prescindere dal salario, l’obiettivo principale è quello di aumentare il numero dei dipendenti, in cui la Serbia è senz’altro deficitata rispetto altri paesi europei. Infatti, con il tasso di occupazione del 50,4% la Serbia può difficilmente avere un quadro migliore della povertà e bilanciare circa 700.000 disoccupati, più di 1,7 milioni di pensionati e alcune centinaia di migliaia di coloro che ricevono l’assistenza sociale da parte dello Stato. L’occupazione media nell’UE nel 2014 è stata pari a 69,2 per cento, e la più alta nel Regno Unito: il 76,2%. L’occupazione in Germania è al 75,9%, in Austria 74,2, in Danimarca 75,9, in Estonia 74,3, in Finlandia 73,1, nella Repubblica Ceca il 75 per cento, in Belgio 67,3, in Bulgaria 65,5.. Il tasso più basso di occupazione è stato  in Grecia – 53,3 per cento, seguita da Croazia – 59,2 e Spagna 59,9.

(Dnevnik, 10.01.2016)

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