Risanamento dei suoli: necessità ambientale e fattore per attrarre nuovi investimenti in Serbia

Il tema dell’inquinamento dei suoli e del loro risanamento è di fondamentale importanza per consentire alla Serbia di chiudere quell’ingombrante eredità industriale rappresentata dalle grandi imprese di Stato ora dismesse ma per decenni aduse a sversare i loro scarichi e liquami nelle vicinanze o nelle loro stesse strutture sotterranee, come anche per affrontare il problema delle discariche abusive, che rappresentano un rischio ambientale e un freno agli investimenti in certe aree.

Il Ministero italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), presso l’Ambasciata d’Italia hanno presentato ieri il primo sistema nazionale di mappatura e monitoraggio dell’inquinamento del suolo in Serbia, in conformità con gli standard internazionali.

L’evento si è tenuto presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado, al fine di presentare il progetto “Sostegno alla Repubblica di Serbia per l’attuazione degli accordi multilaterali in materia di tutela dell’ambiente e degli impregni verso l’UE tramite il miglioramento del monitoraggio d’inquinamento del suolo nelle zone industriali.” Si tratta di un progetto di sostegno da 370.000 euro finanziato dal Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e attuato dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), insieme con il Fondo mondiale per l’ambiente (GEF).

Questo progetto ha lo scopo di aiutare la Serbia a stabilire un sistema nazionale di controllo delle contaminazioni del suolo in accordo con i principali accordi internazionali in materia ambientale (i.e. la Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione) e gli standard ambientali dell’UE. Il Ministero dell’Ambiente italiano fornirà assistenza tecnica ai colleghi serbi (sia al Ministero dell’Ambiente che l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente della Repubblica di Serbia – SEPA) tramite l’organizzazione dei corsi per rafforzare la capacità nazionale per monitorare l’inquinamento del suolo. Il risultato finale del progetto sarà la pubblicazione della mappa nazionale dei siti contaminati. Oltre alla formazione della SEPA sul controllo dell’inquinamento del suolo in zone industriali in conformità con le disposizioni della recentemente adottata legge sulla privatizzazione delle imprese pubbliche, questo progetto contribuirà anche allo sviluppo economico della Serbia.

UNEP in Italian Embassy“Il miglioramento degli standard ambientali è un settore chiave per il processo di adesione della Serbia all’Unione europea, che l’Italia fortemente sostiene. Il progetto dell’UNEP in materia di contaminazione del terreno, finanziato dall’Italia, è un modo concreto per aiutare Belgrado a progredire su questa strada. Abbiamo deciso di presentare il progetto qui all’ambasciata, che quest’anno festeggia 90 anni dalla sua costruzione, e noi festeggiamo questo speciale anniversario in modo di fare l’ambasciata un po ‘più “verde” e ridurre l’impatto negativo sull’ambiente”, viene detto da Giuseppe Manzo, l’Ambasciatore italiano a Belgrado.

“Questo progetto è di cruciale importanza per la Repubblica di Serbia, sopratutto tenendo conto delle prossime discussioni sull’ambiente che fanno parte degli sforzi dello stato serbi per diventare un membro dell’Unione europea. Il progetto ha anche grandissima attenzione del Fondo mondiale per l’ambiente (GEF)”, ha dichiarato Stana Bozovic, il segretario dello Stato presso il Ministero per la Protezione Ambientale della Repubblica di Serbia. “Siamo molto grati per l’Italia e l’UNEP per il loro sostegno in questo impegnativo compito di analisi dei siti contaminati, dove l’inquinamento ha portato a gravi conseguenze per l’ambiente”, ha sottolineato.
In questo modo, l’UNEP aiuta a porre anche le basi per il governo della Serbia per l’efficace attuazione delle misure correttive. “Le priorità di intervento riguarderanno i siti pubblici e le discariche, categorizzate sulla base di quattro parametri: dimensioni, vicinanza ai fiumi e quindi rischio di inquinamento degli stessi corsi d’acqua, siti posti in zone a rischio alluvioni, siti che si trovano vicino a zone densamente abitate”, ha specificato Pier Carlo Sandei, capo dell’Ufficio UNEP di Vienna. I funzionari serbi saranno addestrati per raccogliere i dati provenienti da siti contaminati e i laboratori nazionali saranno accreditati per la valutazione dei campioni di terreno. Criteri come la distanza dai 
corsi d’acqua, insediamenti e delle aree protette, saranno ulteriormente trasmessi alla stesura della lista definitiva dei siti da risanamento. Come risultato della ricerca, mappatura e sviluppo delle capacità, il governo della Repubblica di Serbia sarà in grado di stabilire una linea di base per il risanamento, che è una priorità nazionale. Il progetto è in linea con l’Obiettivo 15 sul sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite “Conservazione della vita sulla Terra”, che mira a fermare il degrado del territorio e ripristinarne lo stato originale.

L’evento di oggi è parte della celebrazione del 90° anniversario giubileo della costruzione del palazzo dell’Ambasciata Italiana a Belgrado, che è un simbolo di una lunga e ricca tradizione di rapporti tra Roma e Belgrado. Il programma delle celebrazioni e delle attività (visibile su www.ambbelgrado.esteri.it) tra le altre cose si concentra sulle questioni ambientali: il progetto “Ambasciata Verde” prevede misure volte a ridurre il consumo energetico e l’impatto dell’Ambasciata sull’ambiente, con il supporto delle aziende italiane in Serbia. “Vogliamo collegare ultimi 90 anni con il futuro del palazzo”, viene detto dal’ Ambasciatore Manzo.

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