Altri tre miliardi di euro di nuovo debito attendono la Serbia entro la fine dell’anno

Il secondo pacchetto di assistenza all’economia, che include il pagamento per due mesi del 60% del salario minimo (che equivale a circa 18.000 dinari), e l’esenzione temporanea mensile da tasse e contributi, costerà al bilancio statale 63 miliardi di dinari, ma lo Stato non ha preso a prestito denaro per questa manovra, ha dichiarato il Ministro delle finanze Sinisa Mali.

Tuttavia bisognerebbe aggiungere “solo per il momento”, considerando che secondo la valutazione del Consiglio fiscale entro la fine dell’anno sarà necessario prendere in prestito altri 2,5 o 3 miliardi di euro per finanziare il deficit di bilancio e rimborsare i debiti precedenti. L’indebitamento totale quest’anno dovrebbe aggirarsi intorno ai 7 miliardi di euro.

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Nella sua analisi, il Consiglio fiscale afferma che lo Stato ha già preso in prestito la maggior parte del denaro (circa il 60%), che si riferisce principalmente a Eurobond di due miliardi di euro, e questo è probabilmente il motivo per cui ha ora denaro sul suo conto per pagare questi 530 milioni euro nei prossimi mesi.

Il Consiglio rileva inoltre che i prestiti potrebbero essere mitigati se i soldi fossero presi direttamente dai depositi statali, stimati tra i 400 e i 500 milioni di euro. La più grande fonte di denaro è la commissione per la concessione dell’aeroporto Nikola Tesla a una società francese.

Inoltre, lo Stato prevede di prendere in prestito, secondo le previsioni ufficiali, nel terzo trimestre circa 435 milioni di euro.

Milojko Arsić, professore alla Facoltà di Economia di Belgrado, stima che entro la fine dell’anno sarà necessario prendere in prestito almeno un altro miliardo di euro, e tutto dipende da quanto tempo dureranno le misure per aiutare l’economia e se ci saranno altre misure settoriali, nonché come si andrà alla riscossione delle imposte e molti altri fattori.

“Lo Stato ha spazio per adattarsi. Rallenta le opere infrastrutturali e quindi riduce i consumi, infatti ha già ridotto tali spese del 20% nel riequilibrio del bilancio. Quindi sembra che ci sia ancora un po’ di denaro nei depositi statali, ma questo deve essere conservato per le situazioni di emergenza, come riserva, e non tutto può essere speso. Inoltre, la questione è quale di questi fondi sia dal bilancio centrale e quale da altre istituzioni statali, amministrazioni, comuni, il cui denaro è nel conto del tesoro. Esiste certo un’opzione per il bilancio della Repubblica di prendere in prestito denaro da altri livelli e poi restituirlo”, spiega Arsić.

L’esperto aggiunge che il denaro non deve essere preso in prestito solo emettendo obbligazioni, ma lo Stato può anche prendere un prestito dalle banche, dall’UE, dal FMI…

Il Consiglio fiscale ha avvertito del pericolo di un rinnovato aumento del debito pubblico e quindi dei costi di rimborso degli interessi, che sono costi improduttivi.

https://www.danas.rs/ekonomija/srbiju-do-kraja-godine-ceka-jos-tri-milijarde-evra-novog-duga/

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