Almeno 50.000 lavoratori in “leasing”

Sempre più imprese si indirizzano ad affittare personale da società specializzate. Gli stipendi sono spesso inferiori al salario minimo nazionale e il contratto può essere rinnovato indefinitamente.

Il leasing di lavoratori attraverso agenzie specializzate in questo sta diventando una scelta molto comune in Serbia. Non vi sono dati ufficiali su quante persone sono oggi impiegate in questa modalità, ma le stime dei sindacati parrlano di circa 50,000 unità. Questi lavoratori non sanno mai quanto durerà l’impiego, possono solo sognarsi l’indennità per il pasto e spesso hanno un salario inferiore a quello minimo.

Questo metodo di reclutamento non è illegale e le agenzie che lo propongono non rischiano sanzioni. Al momento non vi è una regolamentazione del settore e quando i sindacati hanno proposto di inserire tale modalità tra gli emendamenti della nuova legge sul lavoro i rappresentanti delle agenzie di staff leasing si sono ritirati. “Riteniamo che queste modalità di lavoro vadano regolamentate in termini appositi, fuori dalla legge sul lavoro”, dichiara Zoran Mihajlović, segretario dell’Unione dei sindacati autonomi di Serbia. “Lo Stato si è accorto che esiste un problema quando un gran numero di questi lavoratori in leasing si è ritrovato senza il computo dell’anzianità di lavoro perché queste agenzie non seguono quanto prescrive la normativa. Si tratta di una situazione che si potrae da cinque o sei anni. Noi siamo per l’approvazioen di una normativa apposita per le agenzie di staff leasing”. Mihajlovic spiega che i lavoratori in leasing hanno spesso salari più bassi dei loro colleghi che operano con le stesse funzioni ma regolarmente assunti, non possono rivolgersi ai sindacati e quando termina un contratto esso viene prolungato cambiando formalmente la mansione dichiarata sul contratto, per cui una cameriera diventa un’addetta alle pulizie e di seguito una addetta alle cucine. 

I datori di lavoro scelgono di avvalersi di queste agenzie e di pagar loro una commissione piuttosto che pagare ai lavoratori le malattie, le vacanze o la liquidazione. Quindi i lavoratori costano meno e i costi burocratici sono a carico dell’agenzia.

“Per oltre un anno sono stata impiegata presso una stazione di servizio attraverso un agenzia di lavoro interinale – dice ZM di Belgrado – “A differenza dei miei colleghi assunti regolarmente io non potevo accedere ai prestiti bancari mentre il mio libretto sanitario veniva vidimato dall’agenzia stessa. Il contratto era a tempo determinato ma veniva rinnovato ogni sei mesi. Lo stipendio era la metà dei miei colleghi a tempo indeterminato”.

Il lavoro interinale è una modalità sviluppata in Europa occidentale per far fronte alle variazioni della domanda in maniera flessibile ma, a differenza di questi paese, in Serbia la disoccupazione è molto più elevata. “Le nostre stime parlano di 80.000 persone in questa condizione, lasciati a loro stessi, senza una normativa, con i datori di lavori che chiedono di lavorare gli straordinari e nei fine settimana senza alcuna compensazione”, dice la sindacalista Ranka Savic.

(Vecernje Novosti, 15.09.2014)

 

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