All’ONU i russi presentano una risoluzione opposta a quella britannica

La Russia ha inviato alle Nazioni Unite la sua proposta di Risoluzione sulla Bosnia Erzegovina in opposizione a quella presentata dalla Gran Bretagna. In essa il Cremlino chiede che vengano sostenuti gli Accordi di Dayton e condannate le violenze commesse da tutte le parti. Dal canto suo Belgrado ha inviato a New York una nuova lettera e spera di contare sull’appoggio di sette paesi.

La delegazione russa alle nazioni Unite ha distribuito a tutti i membri del Consiglio di Sicurezza una bozza di Risoluzione sulla Bosnia Erzegovina come controproposta al documento britannico. La Federazione Russa ritiene che il Consiglio di Sicurezza ha l’impegno a trovare un accordo su un testo che porterà veri beneficiall’intera regione, e la proposta di Mosca si focalizza su questioni che sono alla base per la cooperazione e la coesistenza pacifica dei paesi della regione e non sul rinfocolare le tensioni tra essi. L’idea dei russi è quella di supportare gli Accordi di Dayton e di condannare duramente tutti i crimini commessi nel corso dei conflitti nell’ex Jugoslavia.

Da parte sua la Serbia ha inviato domenica una seconda lettera in dieci giorni ai componenti del Consiglio di Sicurezza, evidenziando gli effetti deleteri della risoluzione britannica su Srebrenica, che non porterà nessun beneficio né al nostro paese né agli altri paesi della regione.

Secondo le nostre informazioni Belgrado ha informato i membri del Cosniglio di Sicurezza che la nuova bozza di risoluzione presentata dalla Gran Bretagna è inaccettabile per la Serbia perché vi sono stati solo cambiamenti cosmetici e in pratica sono state solo ridotte le volte in cui appare la parola “genocidio”. Nella lettera Belgrado sottolinea che la bozza di risoluzione presentata dagli inglesi imporrà uno stigma a tutto il popolo serbo che dal punto di vista storico diventerà una nazione genocida.

La Serbia è inoltre in constante contatto diplomatico con i due paesi, la Russia e la Cina, che potrebbero aiutarla nel dibattito politico come anche storico che si svolgerà sull’East River. Contatti sono stati stabiliti anche con altri membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, ovvero il Venezuela, la Spagna, la Nigeria, il Cile e l’Angola, che voteranno contro la proposta britannica, se essa verrà posta nell’agenda dei lavori del 7 luglio.

D’altra parte è certo che la proposta britannica verrà appoggiata dagli altri due paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, USA e Francia, e Londra spera di contare sull’appoggio di Giordania, Lituania, Malesia e Nuova Zelanda.

In questo quadro la proposta di risoluzione britannica dovrebbe passare per 8 a 7, una ristretta maggioranza, possibile se nessuno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza porrà il veto.

(Vecernje Novosti, 28.06.2015)

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3 Replies to “All’ONU i russi presentano una risoluzione opposta a quella britannica”

  1. vale ha detto:

    come sempre sembra che la russia sia più intenzionata a mantenere la serbia nella sua sfera di influenza che non l’unione europea.quanto tempo ci vorrà prima chebruxelles si “innamori” realmente di Belgrado?

    1. Biagio Carrano ha detto:

      Quando in una trattativa non si vuole trovare un accordo i negoziatori sagaci non mostrano un tale orientamento ma pongono condizioni difficili da accettare e se la controparte li accetta, ne imporranno altre ancora più indigeribili, per costringere la controparte a lasciare il tavolo e poi accusarla per questo.
      Per accedere ai negoziati di adesione alla Serbia viene chiesto nell’arco di pochi mesi di: riconoscere l’indipendenza del Kosovo, rinunciare a tutti i beni presenti su quel territorio senza alcuna compensazione, ammettere di essere una nazione genocida.
      Se anche la Serbia accettasse tutto questo, non mi stupirei se il giorno dopo venisse sollevata qualche altra questione, tipo l’indipendenza della Vojvodina (ma i vojvodjani sono pacati e saggi).
      Far parte poi di cosa? Di un’ordine geopolitico in crisi di identità e di ruolo, che in questi giorni si è dimostrato incapace di concedere qualcosa alla minuscola Grecia (2% del PIL UE) piuttosto che mettere a repentaglio se stesso?

      1. vale ha detto:

        Condivido, e mi preoccupa foretmente la mancanza di VISIONE da parte delle istituzioni europee, di cui presto o tardi si pagheranno le conseguenze. Bosnia-Herzegovina, Macedonia e Serbia-Kosovo sono esempi lampanti di come Bruxelles navighi a vista nella regione.

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