Allargamento dell’UE: il piano di Germania, Francia e altri tre Paesi per i futuri membri

I Balcani occidentali sono alle porte dell’Unione europea (UE), ma Bruxelles sembra voler modificare le regole del gioco proprio mentre il processo di allargamento entra in una fase decisiva. Mentre il Montenegro si prepara concretamente all’adesione, è emerso un documento congiunto di Germania, Francia e altri tre Paesi fondatori dell’UE che propone una limitazione temporanea del diritto di veto per i futuri Stati membri.

La misura riguarderebbe anche il Montenegro, attualmente il candidato più avanzato nel percorso di adesione. La domanda è perché Bruxelles stia introducendo nuove condizioni proprio nel momento in cui Podgorica si avvicina all’ingresso nell’Unione. Secondo gli analisti, si tratta di un tentativo di rendere più accettabile l’allargamento agli occhi degli Stati membri.

Strahinja Subotić, del Centro per la Politica Europea, ha dichiarato a Blic che non è casuale che questa proposta sia emersa proprio adesso. “Noi del Centro lo sottolineiamo da cinque anni: era solo questione di tempo prima che si aprisse il dibattito sul veto. Il veto del Montenegro ha infatti lo stesso peso di quello della Francia. La tempistica coincide con la creazione del gruppo di lavoro incaricato di redigere il Trattato di adesione del Montenegro all’UE. Inoltre, il fatto che dietro questa proposta vi siano quasi tutti i Paesi fondatori dell’Unione le conferisce un peso ulteriore. Manca soltanto l’Italia“, osserva Subotić.

Egli aggiunge che la commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, e il Montenegro “non sono entusiasti” dell’iniziativa, ma che resta da vedere se essa riguarderà tutti i Paesi candidati o se Podgorica ne sarà esclusa. “Forse il Montenegro chiederà di non essere incluso e dirà: “Siamo stati studenti modello, lasciateci fuori”. Anche Edi Rama ha già affermato che all’Albania non serve il diritto di veto. Non bisogna dimenticare che si tratterebbe di una limitazione temporanea, destinata a decadere automaticamente. La situazione attuale è particolare: Podgorica è pronta per l’UE, ma l’UE non è pronta per l’allargamento. Per questo la misura potrebbe rappresentare un buon compromesso, dato che è ormai evidente che l’Unione non riuscirà a completare in tempo le riforme interne che renderebbero il veto meno rilevante“, sottolinea Subotić.

Cinque Paesi dell’UE — Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo — hanno proposto in un documento congiunto che l’Unione valuti la possibilità di limitare temporaneamente il diritto di voto dei futuri membri in determinate circostanze e di introdurre ulteriori meccanismi di salvaguardia per garantire il rispetto dello Stato di diritto.

“Una proposta che guarda al futuro”

Non è la prima iniziativa legata all’allargamento di cui si discute. Secondo Subotić, questa proposta segue la stessa linea di quella presentata appena una settimana prima. “La soluzione presentata a Tivat riguarda il periodo precedente all’adesione, mentre quella più recente si riferisce alla fase successiva all’ingresso nell’Unione. La prima guarda al presente, la seconda al futuro e al modo in cui i nuovi membri dovrebbero comportarsi una volta firmato l’atto di adesione“, spiega Subotić.

Che cosa è stato detto a Tivat?

Le due principali potenze dell’UE hanno armonizzato le loro posizioni sull’allargamento e redatto una bozza di documento discussa durante il Vertice UE-Balcani occidentali tenutosi venerdì scorso a Tivat, destinata a essere esaminata anche nei prossimi incontri europei.

Per i Paesi dei Balcani occidentali, l’aspetto più importante è che questo non-paper sostiene il principio della cosiddetta “integrazione graduale nell’UE basata sul rispetto dei criteri”.

Tra le proposte avanzate da Germania e Francia figurano:

  • consentire ai Paesi candidati di partecipare ad alcuni vertici e riunioni ministeriali dell’UE, pur senza diritto di voto;
  • promuovere un’integrazione graduale che garantisca benefici concreti in funzione dei progressi nelle riforme, con la possibilità di revocare tali vantaggi in caso di regressi nello Stato di diritto o nel rispetto dei valori fondamentali dell’UE;
  • concedere progressivamente ai Paesi candidati un accesso privilegiato al mercato unico e rapporti più stretti con le istituzioni europee;
  • organizzare riunioni regolari tra la Commissione europea, il Parlamento europeo e i rappresentanti dei Balcani occidentali e della Moldova, nonché incontri più frequenti dei comitati parlamentari congiunti;
  • coinvolgere gradualmente nel lavoro del Consiglio dell’UE i Paesi che registrano maggiori progressi nei negoziati;
  • consentire la partecipazione ad alcune sessioni del Consiglio Affari Esteri dopo la chiusura provvisoria del capitolo 31, relativo alla politica estera, di sicurezza e di difesa comune;
  • rafforzare la cooperazione nei settori della sicurezza e della difesa, nonché con Frontex e i sistemi europei di cybersicurezza;
  • favorire un’integrazione settoriale progressiva nel mercato unico attraverso l’adesione al sistema SEPA, l’introduzione del principio “roaming come a casa”, una maggiore integrazione nei mercati energetici e digitali dell’UE e la riduzione delle barriere commerciali;
  • consentire la piena partecipazione al mercato unico secondo il modello di uno Spazio economico europeo ampliato, una volta recepita e applicata la maggior parte della normativa europea.

Nemanja Todorović Štiplija, direttore esecutivo del Centro di Politica Contemporanea, afferma che l’essenza del documento franco-tedesco è simile a quanto proposto dal cancelliere Merz. “L’UE e i Paesi candidati dovrebbero collaborare più strettamente, partecipare ai lavori degli organi dell’Unione e procedere verso un’integrazione graduale in determinati settori. Questo modello viene definito “zona economica europea plus”. Inoltre, il documento prevede una maggiore partecipazione dei Paesi dei Balcani occidentali e della Moldova alle attività delle istituzioni europee“, ha dichiarato.

Tuttavia, precisa Todorović Štiplija, tale modello sarebbe subordinato “al rispetto di criteri fondamentali, in primo luogo quelli relativi allo Stato di diritto e alla democrazia”.

(Blic, 11.06.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/osvanuo-tajni-dokument-nemacke-francuske-i-jos-tri-zemlje-ogranicava-pravo-veta/c6672l8

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