Alla fine del 2025, in Serbia soggiornavano 64.672 stranieri sulla base di una qualche forma di impiego. Tra questi, secondo i dati del Profilo migratorio della Repubblica di Serbia per il 2025, la quota maggiore era costituita da cittadini russi, pari al 35,5%, seguiti da cinesi (19,1%), indiani (10,7%), turchi (9,1%) e nepalesi (4,2%).
Alla fine di luglio di quest’anno, il Ministro dell’Interno serbo Ivica Dačić ha dichiarato durante un dibattito parlamentare che “attualmente nel nostro Paese ci sono 68.720 stranieri con documenti di lavoro”.
Secondo i dati pubblicati dal Commissariato per i rifugiati e la migrazione della Repubblica di Serbia, sulla base dei dati del Ministero dell’Interno, alla fine del 2025 nel Paese soggiornavano complessivamente 64.672 stranieri sulla base di una qualche forma di impiego.
La migrazione per motivi di lavoro rappresenta la forma di migrazione più diffusa nella Repubblica di Serbia, si legge nel Profilo migratorio della Repubblica di Serbia per il 2025. “Negli ultimi anni si registra un aumento costante del numero di lavoratori stranieri, determinato dalle esigenze del mercato del lavoro e dalla carenza di manodopera locale. La maggior parte degli stranieri impiegati soggiorna nella Repubblica di Serbia sulla base di un permesso unico rilasciato per il soggiorno temporaneo e il lavoro”, si legge nel documento del Commissariato per i rifugiati e la migrazione della Repubblica di Serbia.
Come viene spiegato, la richiesta di autorizzazione al soggiorno temporaneo, sulla base della quale viene rilasciato il permesso unico per il soggiorno temporaneo e il lavoro, può essere presentata per i seguenti motivi:
- assunzione in senso stretto, sulla base di un contratto di lavoro o di un altro contratto;
- lavoro autonomo;
- lavoratori distaccati;
- trasferimento all’interno di una società;
- professionista indipendente;
- formazione e perfezionamento professionale.
La richiesta viene presentata esclusivamente per via elettronica attraverso il portale unico per gli stranieri, all’indirizzo welcometoserbia@gov.rs, all’autorità competente per le questioni relative agli stranieri del Ministero dell’Interno, che decide in merito alla richiesta presentata. Nell’ambito della procedura unica viene inoltre acquisita la valutazione dell’autorità competente per le questioni relative all’occupazione.
Oltre a questi, in Serbia soggiornano e lavorano anche stranieri che, come viene precisato, in conformità con le norme che disciplinano l’impiego degli stranieri, hanno diritto a lavorare senza un permesso unico e che non rientrano nella statistica presentata relativa ai permessi di soggiorno temporaneo concessi per motivi di lavoro.
“Alla fine del 2025, 64.672 stranieri soggiornavano nella Repubblica di Serbia sulla base di una qualche forma di impiego, il 24% in più rispetto al 2024, quando i lavoratori stranieri soggiornanti nel Paese per questo motivo erano 49.147”, si legge nel Profilo migratorio.
Alla fine del 2025, la quota maggiore era costituita dai lavoratori stranieri che soggiornavano e lavoravano in Serbia per motivi di assunzione sulla base di un contratto di lavoro o di un altro contratto, pari a circa il 69%. Seguivano quelli che lavoravano in proprio, circa il 18% (membri registrati di una società; imprenditori), mentre al terzo posto figuravano i lavoratori stranieri distaccati o trasferiti all’interno di una società.
“Allo stesso tempo, si può osservare una maggiore diversificazione dei Paesi di origine dei lavoratori stranieri rispetto agli anni precedenti, il che indica un ampliamento dei flussi migratori e una crescente mobilità della forza lavoro straniera”, si sottolinea nel documento.
Accesso al mercato del lavoro per i cittadini di Albania e Macedonia del Nord
In conformità con la Legge di ratifica dell’Accordo sulle condizioni per il libero accesso al mercato del lavoro nei Balcani occidentali e con il Protocollo firmato per l’attuazione dell’Accordo sulle condizioni per il libero accesso al mercato del lavoro nei Balcani occidentali, dal 1° marzo 2024 i cittadini della Repubblica d’Albania e della Repubblica di Macedonia del Nord possono presentare domanda per il rilascio dell’Autorizzazione al libero accesso al mercato del lavoro.
L’autorizzazione, come viene spiegato, è valida per due anni e, sulla base di questo documento, i cittadini della Macedonia del Nord o dell’Albania possono soggiornare nel territorio della Serbia per tutta la durata della sua validità, senza essere tenuti, ai sensi della legislazione nazionale, a presentare una richiesta di autorizzazione al soggiorno temporaneo. Inoltre, i cittadini della Macedonia del Nord e dell’Albania titolari della suddetta autorizzazione hanno libero accesso al mercato del lavoro serbo.
“Dall’entrata in vigore dell’Accordo fino alla data di elaborazione del presente rapporto, i cittadini della Repubblica d’Albania e della Macedonia del Nord hanno presentato complessivamente 519 richieste di libero accesso al mercato del lavoro, di cui tre presentate da cittadini della Repubblica d’Albania e 516 da cittadini della Repubblica di Macedonia del Nord”, si legge nel Profilo migratorio. Sono state approvate 387 richieste di libero accesso al mercato del lavoro: complessivamente 386 richieste presentate da cittadini della Macedonia del Nord e una richiesta presentata da un cittadino della Repubblica d’Albania.
La maggior parte ha un basso livello di istruzione
Per quanto riguarda il livello di istruzione degli stranieri iscritti nelle liste del Servizio nazionale per l’impiego (NSZ) al 31 dicembre 2025 e registrati da non più di 12 mesi, la quota maggiore è costituita da persone prive di istruzione formale o con la sola istruzione primaria, pari complessivamente al 69,39%. Lo stesso vale per le persone registrate da più di 12 mesi: la quota appartenente a queste due categorie rappresenta l’81,66% del totale. Secondo il documento, questa tendenza è in linea con quanto registrato negli anni precedenti.
Vittime della tratta di esseri umani
Alla fine del 2025, negli elenchi delle persone disoccupate del Servizio nazionale per l’impiego figurava una donna con lo status registrato di vittima della tratta di esseri umani, precisa il documento. “Nel corso del periodo di riferimento, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, è stata iscritta negli elenchi delle persone disoccupate una persona con lo status registrato di vittima della tratta di esseri umani. Nel corso del 2025, i consulenti per l’impiego hanno svolto due colloqui individuali con persone alle quali era stato riconosciuto lo status di vittima della tratta di esseri umani. I colloqui individuali sono stati svolti al fine di fornire informazioni sui diritti e gli obblighi delle persone in cerca di lavoro, nonché sui servizi che una persona può ricevere dal Servizio nazionale per l’impiego, in conformità con le qualifiche e le esigenze del mercato del lavoro”, si legge nel documento.
Nel corso del periodo di riferimento, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, si aggiunge, si sono verificati sette casi di assunzione di persone disoccupate con lo status registrato di vittima della tratta di esseri umani, tutte donne.
Fonte: N1, 21.09.2026
