Alice canta Battiato a Belgrado lunedì 23 maggio

Tra Carla Bissi-Alice e Franco Battiato non c’è stato il ordinario rapporto che lega un autore al suo interprete, perché sin dagli anni Settanta hanno assieme intrapreso un percorso di affinamento musicale e interiore che li ha portati ai vertici della musica leggera italiana del secondo Novecento. Di Franco Battiato, il più poliedrico e spirituale cantante italiano, Alice è stata collega, allieva, amica, confidente, e dunque interprete. E perciò le sue interpretazioni dei capolavori del Maestro restano frutto non solo di un lavoro continuo sulla voce e sul suono, ma di studio e meditazione che hanno per decenni accomunato due anime alla ricerca. Se interpretare significa anche capire qualcosa che va oltre le intenzioni dell’autore, allora ascoltare le canzoni di Battiato cantate da Alice offre esattamente questa opportunità: andare oltre il testo e lo spartito, per cogliere note, silenzi e pause che aprono a nuove emozioni nascoste in canzoni che tutti gli italiani conoscono. 

Per la comunità internazionale che vive a Belgrado, il concerto, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura, è un’occasione unica di ripercorrere il mondo musicale di un artista che ha costantemente esplorato le culture del mondo, e i non italiani che parteciperanno al concerto si stupiranno per le infinite citazioni che toccheranno anche la loro lingua e la loro cultura. Battiato ha studiato sin da giovane la cultura araba grazie a un suo grande amico e maestro sufi, così come, nell’ultima fase della sua vita, si è rivolto allo studio del buddismo e del “bar do“, la soglia tra la morte e la rinascita descritta nel Libro tibetano dei morti.


Certi testi che a volte possono sembrare reconditi, provocatoriamente criptici o non-sense, in realtà vogliono provocare l’ascoltatore a uscire dalla sua comfort zone di associazioni mentali e musicali ordinarie e dunque sterili, approccio questo tipicamente ripreso da Gurdjieff. Un classico di Alice come Chanson Egocentrique può vantare il testo di Henri Thomasson, massimo promotore in Italia del Lavoro di Georges Ivanovic Gurdjieff, mentre non c’è italiano, anche lontano dal mondo di Battiato, che non si sia incantato ad ascoltare le parole de La Cura, scritta dal filosofo Manlio Sgalambro. Un mondo che non distingue tra sacro e profano, perché la letteratura è una forma dell’assoluto e l’afflato mistico ha prodotto straordinari capolavori letterari: così la poetessa Fleur Jaeggy e il monaco Juri Camisasca hanno entrambi offerto a Battiato e Alice testi da musicare e cantare, quali, rispettivamente, Le Aquile e Nomadi. 

Ma il concerto di lunedì 23 maggio non sarà né conferenza né sperimentazione: al contrario le parole, il pianoforte del Maestro Carlo Guaitoli, la melodia della voce di Alice faranno scoprire a chi ancora li ignora o li evita mondi lontanissimi, ovvero quelli della propria interiorità. 

Il concerto ALICE CANTA BATTIATO

si terrà lunedì 23 maggio alle ore 20

nella Sala grande di Dom Omladine, via Makedonska, 22

Biglietti in vendita a questo link

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