Aleksandar Vulin a capo dell’intelligence serba: le reazioni

La nomina di Aleksander Vulin a direttore della BIA (l’Agenzia per la Sicurezza e le Informazioni, i servizi di sicurezza nazionale della Serbia)  non smette di incuriosire il pubblico interessato, e uno degli interrogativi che si pone è quali saranno le sue prime mosse in tale incarico, visto che alcuni mettono in dubbio le sue qualifiche per l’incarico e manifestano riserve in merito alla sua professionalità nello svolgere quel compito serio e delicato.

Zoran Lutovac, presidente del Partito Democratico, dice a Danas che ritiene che Vulin “prima smetterà di monitorare i leader dell’opposizione, e poi armonizzerà il lavoro dell’istituzione che guida con la priorità della politica estera della Serbia – l’integrazione europea – e che proteggerà la sicurezza dello stato di conseguenza.” Di parere completamente opposto è Aleksandar Jovanović Ćuta del circolo parlamentare “Moramo-Zajedno”, che si aspetta “l’arresto dei dissidenti politici e una brutale resa dei conti con chiunque alzi la voce contro il suo capo Aleksandar Vučić. Mi aspetto un ritorno agli anni Novanta. Come una volta Vulin si nascondeva dietro la gonna di Mira Marković, così oggi si nasconde dietro l’ex ministro radicale dell’informazione ovvero, l’attuale presidente. Sarà spietato. Aspettatevi mandati di arresto, aule di tribunale e casematte di Vulin. È pronto a tutto. Proprio come la sua polizia, i paramilitari e la sicurezza fisica di varie compagnie picchiano brutalmente le persone a Majdanpek e Novi Sad, ci saranno sempre più scene del genere. Aleksandar Vulin è un codardo patologico pronto a tutto. Possiamo anche aspettarci instabilità nella regione perché continueranno ad incitare le persone l’una contro l’altra”, dice Jovanović. Alla domanda se si aspetta di essere arrestato, risponde “ci può provare, nessun problema”. Mentre Đorđe Miketić, di Zajedno, condivide un’opinione simile e dice che Vulin prima completerà un corso accelerato per essere un ufficiale dell’intelligence, per entrare un po’ nel ruolo, così come è andato all’addestramento militare per 15 giorni. “E poi, mi aspetto che metta sotto intercettazione tutti coloro che parlano contro il suo “capo” e prenda appunti. Del resto, è quello che ha fatto fino ad ora. Quello che sarà difficile per lui è che non gli sarà permesso di fare dichiarazioni in pubblico, quindi trasferirà il suo talento letterario alla scrittura di reportage, in serbo con traduzione in russo. Se c’è qualcosa di buono in questo, è che lo spazio pubblico si riposerà dai suoi sfoghi e dalle sue dichiarazioni scandalose” sottolinea Miketić.

E Radomir Lazović, del gruppo “Ne davimo Beograd” e capogruppo parlamentare di “Verdi-Blocco di sinistra”, ritiene che Vulin sarà principalmente impegnato nel monitoraggio e nel controllo delle minacce, non allo stato, ma al governo SNS. “Mi aspetto che i dissidenti politici del governo vengano affrontati e che la distruzione dell’attività principale della BIA continui. La sua nomina a direttore della BIA è un segno della completa e progressiva privatizzazione di questa istituzione da parte del partito al potere” puntualizza Lazović per Danas.

Di segno opposto le dichiarazioni di Milos Jovanovic, presidente di Nuovo Partito Democratico di Serbia che ha dichiarato: “Preferisco molto di più Vulin alla guida della BIA che qualche filoccidentale. Indipendentemente dal carattere e dalle azioni del signor Vulin, dal mio punto di vista politico e considerando il contesto internazionale, non è una notizia che mi ha scioccato. Al contrario, in questo senso è un buon segnale”. In risposta all’affermazione del giornalista di Nova secondo cui il carattere e le azioni sono importanti, Jovanović afferma che questo è importante in circostanze normali, “ma in queste circostanze, dove ci troviamo in un conflitto serio, e direi in un conflitto di civiltà, il tipo di segnale viene inviato è più importante”. “Lo preferisco a qualcuno filo-occidentale”, ha aggiunto Jovanovic.

Di parere radicalmente opposto Čedomir Stojković, avvocato e fondatore dell’Associazione dei cittadini “Grupa Oktobar”: “La nomina di Aleksandar Vulin a direttore della BIA minaccia direttamente gli interessi nazionali della Serbia e porta il Paese sull’orlo dell’isolamento, aggiungendo che Aleksandar Vulin è un agente di Putin da 15 anni.

Fonti:

https://www.danas.rs/vesti/politika/sta-ce-biti-prvi-vulinovi-potezi-na-mestu-direktora-bia/

https://www.danas.rs/vesti/drustvo/cedomir-stojkovic-vulin-ugrozava-nacionalne-interese-on-je-putinov-agent-15-godina/

 

Jovanović: Više volim Vulina na čelu BIA nego nekog prozapadno orijentisanog

 

 

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top