Aleksandar Obradovic: “Volevo solo che la verità sulla “Krusik” venisse a galla”

BIRN ha pubblicato in esclusiva la prima intervista ad Aleksandar Obradovic, rilasciato dal carcere e condannato agli arresti domiciliari a Valjevo.

“Ho detto tutto al Pubblico Ministero. Non ho niente da nascondere. Non ho mentito, non ho rubato nulla. Volevo solo scoprire la verità sull’attività della Krusik”, ha dichiarato Aleksandar Obradovic a BIRN nella sua prima intervista dopo aver lasciato la prigione centrale.

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Il 18 settembre 2019 Obradovic è stato arrestato sul posto di lavoro nella fabbrica “Krusik” a Valjevo con l’accusa di aver rivelato un segreto professionale, poiché ha fornito ai giornalisti documenti che dimostrano che la ditta “GIM” rappresentata dal padre del Ministro della polizia, Branko Stefanovic, acquistava armi dalla Krusik a prezzi preferenziali.

L’opinione pubblica non è stata informata del caso fino a quando il settimanale “NIN” ha pubblicato le prime informazioni non ufficiali il 10 ottobre 2019.

Sebbene Aleksandar Obradovic ammetta ciò che ha fatto, afferma di non aver commesso alcun crimine.

“Non ho mentito né falsificato nulla. Questi sono i fatti – e solo una parte dei fatti – sugli affari della “Krusik”. Sostengo che si tratti di un prelievo sistematico di denaro dello Stato da parte di questa società. Mi interessavano solo i documenti relativi alla corruzione”, afferma Obradovic.

BIA, agenti, jeep, media

Ricorda quel mercoledì 18 settembre, quando alle tre e mezza del pomeriggio una dozzina di agenti di polizia sono arrivati per arrestarlo.

“Sono venuti sul mio posto di lavoro. Erano persone della BIA, un gruppo da cui non sapevo cosa aspettarmi. Pensavano che stessi lavorando per qualcuno, che stessi prendendo dei soldi. Era la prima volta che avevo a che fare con la polizia, è stato uno shock”, spiega l’intervistato.

I membri della BIA sono stati un po’ ruvidi nei primi 15-20 minuti, fino a quando non è stato preso dai funzionari addetti al crimine high-tech.

“Questi sono tutti giovani. Mi hanno preso e sono rimasto con loro finché non mi hanno portato alla stazione di polizia il 29 novembre, a Belgrado. Non posso davvero dire una sola cosa brutta su queste persone”. Dice che non può lamentarsi neanche dei comandanti della prigione centrale e della polizia in generale.

“Sulla polizia, non sarei umano se dicessi qualcosa di brutto, a parte quella dimostrazione iniziale di forza: due jeep, due Audi, quattro macchine, forse questo era stato eccessivo. Chissà chi si aspettavano in quel momento”.

Lunedì 14 ottobre, Obradovic è stato quindi trasferito dalla prigione centrale nel suo appartamento a Valjevo, dove è rimasto agli arresti domiciliari fino al 18 ottobre.

La lotta continua

Continuando la sua storia su tutto ciò che è accaduto nell’ultimo mese, Obradovic afferma che ciò che è emerso è solo un capitolo degli eventi della “Krusik” e c’è molto altro da dire.

“Sostengo che non c’è modo di trovare alcuna società, e ora stiamo parlando della “GIM”, che possa difendersi. Stanno ora cercando di cambiare le carte in tavola, ma invano. Sono stato molto interessato all’argomento negli ultimi anni, sono ferrato in economia e matematica, quindi non c’è modo per loro di difendersi dal fatto di aver ottenuto un prezzo più basso o negare che ci fosse un prezzo preferenziale”, ha detto Obradovic.

Spiega che ci sono calcoli effettuati da un servizio professionale, dove viene accuratamente determinato in base agli articoli quanto costa il materiale, la manodopera, e dove è calcolato il profitto. Sulla base di tale calcolo, il dipartimento vendite presentava offerte formali alla “GIM” come ad altre società e successivamente il contratto doveva essere concluso a quel prezzo. Tuttavia, veniva concluso un contratto che non proveniva affatto da quell’offerta, ma inferiore al prezzo.

Oltre a clienti privilegiati, ci sono poi fornitori privilegiati. “Questa è una violazione di alcune nuove aziende che sono entrate come fornitori e hanno soppresso dei fornitori decennali, fornitori locali…”, dice Obradovic, aggiungendo una cosa molto importante.

“Ciò che sta accadendo alla “Krusik” sta accadendo in altre fabbriche dell’industria di difesa. Non so solo se qualcuno abbia il coraggio e il desiderio di denunciarlo”.

Pensa che la “Krusik” sia un esempio unico perché i problemi iniziano con l’arrivo di Mladen Petkovic, l’ex direttore dello stabilimento.

“Dall’arrivo di Mladen Petkovic, un soldato del partito al timone della fabbrica, è stato un sistematico prelievo di denaro, sistematico! Non so nemmeno come la “Krusik” riesca a sopravvivere ancora. Ancora oggi Mladen Petkovic riesce a guidarla con la sua mano invisibile attraverso le persone che ha nominato come amministratori esecutivi, e questo non è un segreto”, dice Obradovic, che ha riferito di questo sistematico furto di denaro pubblico al Pubblico Ministero quando è stato sentito: “Ci sono tante nuove aziende vicine al partito al potere che hanno distrutto la “Krusik”. E questo è sotto gli occhi di tutti, anche se si nasconde abilmente”.

Primi passi e motivazione

Prima di decidere di rivolgersi alla stampa, Obradovic ha cercato di informare il Consiglio di sorveglianza e i sindacati degli affari sospetti, ma ha aggiunto che non si fidava delle autorità statali.

“È un peccato che in questo Paese abbiamo più fiducia nei giornalisti investigativi che negli organi investigativi. Ho cercato di informare i sindacati. Tutti questi sindacati hanno ricevuto però dei privilegi dall’amministrazione dando lavoro a donne, famiglie intere, amanti, ragazzi, e quindi non si preoccupano di ciò che sta accadendo”.

“Il segreto militare non c’è alla “Krusik”, non esiste. Esistono documenti approvati dall’Organismo di Vigilanza e contrassegnati come strettamente riservati. Queste sono decisioni che riguardano, ad esempio, il prestito. A me interessavano solo i documenti relativi alla corruzione”.

Aggiunge che uno di questi documenti, contrassegnato come strettamente confidenziale, relativo alla corruzione, è un documento in cui si vede che Mladen Petkovic ha approvato fondi, per 110.000 euro, volti a risolvere il problema abitativo di una persona che non esisteva nella “Krusik”.

Prima di rivolgersi alla stampa, Obradovic ha scritto per la prima volta all’ex presidente del Consiglio di vigilanza.

“Ho anche cercato di attirare l’attenzione dei nostri portali locali. Ma la “Krusik” ha affittato i banner di tutti e tre i portali indipendenti di Valjevo e così il costo del banner ha reso impossibile la pubblicazione della storia”.

“Ho tenuto tutti i messaggi, non volevo cancellarne nessuno. Ho detto tutto al Pubblico Ministero. Ho inviato il primo messaggio a Slobodan Georgiev, Dragan Peć e Vladimir Radomirović. Non ho niente da nascondere, non mentivo, non rubavo nulla. Volevo solo che venisse alla luce la verità sull’attività della “Krusik Holding Corporation”.

Nega le accuse dei media filo-governativi che hanno scritto negli ultimi due giorni che ha fatto tutto per vendetta, dato che sua madre era stata licenziata proprio dalla “Krusik” e che non era un informatore ma bensì una spia perché aveva raccolto documenti segreti statali e militari per anni.

“Se avessi chiesto a mia madre e se l’avesse saputo, non l’avrei fatto; è una stupidaggine”, dice Obradovic, confermando che è vero che sua madre è stata direttrice della Krusik per 15-20 anni: “Ma ripeto, il mio unico motivo era scoprire la verità sulla corruzione e nient’altro”.

Cronologia degli eventi

Le prime informazioni sull’attività del traffico di armi di Branko Stefanovic, padre del Ministro della polizia, sono apparse l’anno scorso. Il settimanale NIN ne ha scritto e nel novembre 2018 BIRN ha riferito che il padre del Ministro della polizia, in rappresentanza della società GIM con sede a Belgrado, è stato il mediatore tra la “Krusik” e gli acquirenti di armi dall’Arabia Saudita.

La storia è stata pubblicata da un portale internazionale specializzato, “Arms Watch”, che ha scritto il 15 settembre che la “GIM” stava acquistando armi a prezzi preferenziali rispetto alla “SDPR” (la società di intermediazione statale serba per l’importazione e l’esportazione di attrezzature per la difesa).

La leadership della “Krusik” ha negato le accuse martedì 16 settembre. La “Krusik” però ha taciuto consapevolmente sui dati chiave di altri contratti stipulati con la “GIM” e la “SDPR” che mostravano un quadro completamente diverso.

Il 19 settembre BIRN ha pubblicato un testo che mostra i dati di altri tre contratti rivelando che la “Krusik” ha manipolato i prezzi di diverse versioni di mine per sostenere l’affermazione che la “GIM” non era in una posizione privilegiata al momento dell’acquisto, mentre la società, effettivamente collegata al padre del Ministro della polizia, aveva acquistato mine a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza.

Il giorno dopo il dipendente della “Krusik” Aleksandar Obradovic è stato arrestato.

Dopo che il settimanale NIN ha pubblicato le prime informazioni il 10 ottobre, secondo cui Obradovic era stato messo in custodia per tre settimane e BIRN ha comunicato i dettagli dell’incidente, e a seguito di alcune reazioni violente da parte dell’opinione pubblica, le istituzioni competenti hanno risposto.

In un solo giorno sono state prese due decisioni giudiziarie che hanno portato Aleksandar Obradovic dagli arresti domiciliari, alla prigione centrale di Belgrado il 30 settembre.

Cosa dicono i pubblici ministeri

Oggi, quasi un mese dopo il suo arresto, la Procura del crimine high-tech si è fatta sentire affermando che i procedimenti pre-processuali e penali sono stati condotti “nel pieno rispetto del Codice di procedura penale dagli organi statali competenti che si occupano della sicurezza della Repubblica di Serbia, e non in modo segreto”. Aggiungendo che le leggi che regolano la protezione dei dati segreti, dell’informatore e dei dati personali, nonché altre leggi relative allo svolgimento di questa procedura, sono state pienamente rispettate.

La dichiarazione conferma precedenti accertamenti secondo cui Obradovic è sospettato del reato di segreto professionale.

“L’indagine a questo punto è diretta verso le azioni intraprese dall’indagato dal 2014 fino al giorno di avvio del procedimento; il soggetto per motivi di natura personale, in violazione delle leggi e senza rispettare le disposizioni di legge, ha ottenuto informazioni non autorizzate di vari gradi di segretezza sull’attività di questa impresa di difesa militare in relazione a diversi programmi di produzione militare; il fine era di consegnarli a una persona non conosciuta, e attraverso la comunicazione informatica a un cittadino straniero, in modo che senza accertare ulteriormente la verità delle informazioni ottenute, una parte di queste è stata pubblicata su Internet”, ha affermato la nota, aggiungendo che l’accusa continuerà a condurre procedimenti penali su questo caso per determinare appieno i fatti”.

https://javno.rs/vest/uzbunjivac-obradovic-za-birn-zeleo-sam-da-se-sazna-istina-o-krusiku

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