Alcuni imprenditori si arricchiscono e ai lavoratori non versano i contributi

In Serbia oltre 6000 datori di lavoro non pagano regolarmente le tasse e i contributi per i propri impiegati. A differenza di coloro che lavorano per lo Stato o in aziende in ristrutturazione, per i lavoratori del settore privato non c’è speranza che dal bilancio statale arrivi mai un aiuto.

I datori di lavoro oggi devono in tutto allo Stato circa 1,2 miliardi di euro riguardanti contributi non pagati per i propri lavoratori. Di questi, 80 miliardi di dinari sono per gli interessi. Già ora si calcola che non verranno pagati circa 12 miliardi di dinari per i debiti che hanno contratto le aziende in ristrutturazione, le quali, anche nel caso si trovi un nuovo proprietario, verranno vendute senza debiti. A causa di cattive prassi nel mondo del lavoro negli anni precedenti, ben 108.000 lavoratori in Serbia oggi non hanno contributi pagati per la pensione e la sanità. I dati a cui è giunto Blic mostrano che lo Stato per anni ha chiuso un occhio verso coloro che non hanno pagato i contributi per i dipendenti. La legge è fatta in modo che il lavoratore che denuncia il datore rischia di perdere il posto di lavoro, lo Stato punisce il datore, ma non lo obbliga a rispettare i propri obblighi di legge. In ogni caso, l’anno scorso sono state presentate ben 8073 denunce nei confronti di datori di lavoro che non hanno versato i contributi per i dipendenti. La lista delle aziende che non pagano i contributi non contempla nemmeno una compagnia straniera, a parte società offshore.

(Blic.rs, 21.07.2013)

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