Al via una settimana importante per il futuro europeo della Serbia

È in dubbio l’organizzazione di una conferenza intergovernativa con la Serbia, ha scritto “Vecernje Novosti”, citando fonti presso la sede del Consiglio europeo. Secondo queste fonti, l’ala più forte tra gli Stati membri guidata dalla Francia, non ha ancora dato il “via libera” alla conferenza intergovernativa con la Serbia durante l’attuale presidenza finlandese, che durerà fino alla fine dell’anno e durante la quale sono stati aperti alcuni capitoli per l’adesione.

Il momento chiave sarà questa settimana, quando il gruppo di lavoro sull’allargamento si riunirà a Bruxelles.

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“Speriamo che dopo questo incontro, uno o due capitoli di dicembre possano essere messi all’ordine del giorno”, ha detto la fonte, osservando che questo potrebbe essere il risultato più realistico.

La presidenza finlandese afferma che sta facendo tutto il possibile per far sì che la Serbia si avvicini all’Unione. Si presume che il Presidente sia attualmente in trattativa con i membri per “ammorbidirli” e invitarli alla cooperazione.

Tuttavia, i tempi sono ristretti poiché Parigi, che è attualmente la più dura verso l’allargamento, ha previsto insieme a Berlino di tenere una riunione il 12 e 13 dicembre per iniziare un processo di riforma chiamato “Conferenza per il futuro dell’UE”.

Le conferenze intergovernative sono di solito organizzate a margine delle riunioni ministeriali per gli affari esteri e generali, che questa volta si terranno il 9 e 10 dicembre. Se la Francia e altri Paesi si “ammorbidissero”, allora la Serbia avrebbe l’opportunità di aprire un altro capitolo.

Giovedì scorso, la Presidentessa della delegazione del Parlamento europeo per la Serbia, Tanja Fajon, ha invitato gli Stati membri dell’UE ad aprire nuovi capitoli di adesione con la Serbia e proseguire la politica di allargamento.

“Esorto il Consiglio dell’UE a proseguire la sua politica di allargamento e ad aprire i capitoli con la Serbia per i quali è pronta. A questo punto è importante inviare un segnale positivo non solo alla Serbia ma all’intera regione”, ha affermato la Fajon.

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