Agenzia per la promozione dell’esportazione, e della corruzione

Nella corrispondenza tra gli impiegati della SIEPA si vede chiaramente che i lavori sono stati concordati prima che venissero pubblicati i bandi pubblici.

Che i lavori pubblici sono spesso messe in scena, e i bandi solo una copertura, lo mostrano chiaramente le mail dei dipendenti dell’Agenzia per gli investimenti esteri e la promozione dell’esportazione SIEPA. La pubblicazione delle gare d’appalto era solo una finzione per il pubblico perché, quando facevano il piano per gli appalti, gli impiegati di SIEPA sapevano già quale società dovevano inserire nei loro calcoli. Che le procedure non sono state rispettate risulta anche dal fatto che i prezzi stabiliti nel contratto cambiavano dopo che si erano state svolte le gare. Dalla corrispondenza, alla quale il quotidiano Politika ha avuto l’accesso, si evince che le due società Razor e Knjaz hanno avuto il monopolo della produzione, del trasporto e del branding degli stand per le fiere. Ieri alla SIEPA non hanno risposto alle domande legate ai possibili abusi della posizione ufficiale e della violazione della legge sulle gare d’appalto, affermando che è stato commessa un’intrusione illegale al server dell’Agenzia. “Abbiamo informato la polizia e abbiamo presentato una denuncia contro sconosciuti. Finché questo caso non verrà risolto, la SIEPA non emetterà comunicati su questa vicenda“, ha detto Aleksandar Miloradovic, consulente di Bozidar Laganin, il direttore dimissionario.

Laganin la scorsa settimana ha in qualche modo anticipato l’orientamento del governo, deciso ad accettare la proposta del ministero dell’economia, dichiarando che l’Agenzia opera e ha operato secondo la legge e i regolamenti, spiegando le sue dimissioni con le seguenti parole “Mi dimetto nella convinzione di poter interrompere una campagna di vilipendio del lavoro della SIEPA, presentata come un gruppo di criminali”.

Il ministero dell’economia ha denunciato il direttore della SIEPA per abuso d’ufficio perché egli non ha informato lo stesso ministero e le autorità giudiziarie che otto garanzie bancarie per un totale di 555,280 euro non erano state versate. Di seguito si è venuto a sapere che le garanzie bancarie non versate erano diciasette per un ammontare complessivo di oltre due milioni di euro.

Nelle email presentate scambiate tra impiegati della SIEPA in merito alla partecipazione dell’Agenzia a fiere in tutto il mondo e venute in possesso del quotidiano si dimostra come i bandi per l’allestimento degli stand venivano calibrate per la Razor prima di renderli pubblici e che le quotazioni venivano “aggiustate” prima della loro ufficializzazione.

In una comunicazione in merito al piano di spesa per il 2013 una impiegata della SIEPA dichiara già che con la Razor “lavoreremo su cinque fiere per un controvalore di 25233,10 euro”.

In un’altra email i dipendenti SIEPA concordano con il vice direttore e il direttore dell’Agenzia di pagare 35,000 euro alla società Knjaz attraverso la società tedesca che monterà lo stand con l’accordo di saldare il 65% dell’ammontare prima dell’evento e il 35% entro 7 giorni dallo smontaggio. Queste cifre sono oltre i limiti per le piccole forniture agli enti pubblici e non si capisce come si possa poi “correggere” l’importo di un contratto di fornitura pubblica dopo il suo deposito, come invece si afferma nelle email.

(Politika, 20.11.2013)

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