Zoran Milanović e Andrej Plenković, rispettivamente presidente e primo ministro della Croazia, sono protagonisti in questi giorni di un nuovo capitolo del loro scontro politico. Nel corso dell’ennesimo botta e risposta, oltre al nuovo tema della partecipazione (o meno) delle Forze armate croate alla parata militare di Parigi, sono riusciti ancora una volta, per l’ennesima volta, a tirare in ballo i Rafale serbi e il Presidente della Serbia Aleksandar Vučić.
Milanović ha infatti indicato, tra le ragioni per cui l’esercito croato non dovrebbe recarsi a Parigi, il fatto che la Francia abbia venduto alla Serbia dei Rafale più moderni che, secondo gli analisti militari croati, sarebbero nettamente superiori agli aerei in dotazione alla Croazia.
Lo scontro mediatico tra Milanović e Plenković va avanti ormai da giorni e, come spesso accade negli ultimi mesi, nel mezzo di questa cacofonia politica riemergono anche il nome della Serbia, i Rafale e Aleksandar Vučić. All’apparenza, il motivo è piuttosto banale: l’invito alla tradizionale parata militare di Parigi che la Francia ha rivolto a tutti i membri della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, di cui fa parte anche la Croazia.
Il governo di Andrej Plenković è favorevole alla partecipazione della Croazia alla Coalizione dei Volenterosi sul piano politico e civile, ma non intende inviare soldati in Ucraina. Dall’altra parte, Milanović si oppone alla partecipazione dei militari croati alla parata di Parigi sostenendo che la Croazia non ha alcun obbligo derivante dalla Coalizione dei Volenterosi, bensì soltanto dagli impegni assunti in quanto membro della NATO e dell’Unione europea.
Secondo Milanović, inoltre, l’esercito croato può recarsi in Francia soltanto su suo ordine e non su decisione di Plenković o di Ivan Anušić, Ministro della Difesa croato. “Nel 99% dei casi non intervengo, ma nelle situazioni critiche reagisco. Non so chi Plenković pensi di mandare a Parigi, forse le majorette, che rispetto, ma i soldati non possono partire se io non lo autorizzo. Secondo la Costituzione e la legge, le Forze armate croate sono rappresentate dal comandante supremo. Cosa c’è di poco chiaro? L’esercito non andrà“, ha dichiarato Milanović.
“Commerciano con Belgrado gli stessi prodotti che hanno venduto a noi”
Il presidente croato si è spinto ancora oltre nello scontro con Plenković, accusando la Francia di non aver partecipato alla parata militare di Zagabria perché impegnata a fare affari, nientemeno che con Belgrado. “Quando avrebbero dovuto portare la loro bandiera ed essere al fianco degli alleati croati, non c’erano. Perché erano assenti? Perché commerciano con Belgrado gli stessi prodotti che hanno venduto a noi“, ha affermato Milanović.
Ha aggiunto che, dopo tutto questo, sarebbe “al di sotto dell’onore dell’esercito croato” prendere parte alla parata militare francese.
Milanović si è persino chiesto quale sia il senso dell’appartenenza alla NATO “se uno dei suoi maggiori membri ci vende determinati equipaggiamenti e poi si reca dal vicino (la Serbia, ndr), che viene presentato come un satellite di Mosca”.
“Quello che riceveranno i serbi spazzerebbe via i nostri aerei nei cieli”
Da mesi gli analisti militari croati sostengono che, nell’accordo con la Francia per l’acquisto dei Rafale, la Serbia abbia ottenuto condizioni migliori.
Mario Galić, noto analista militare croato, ha dichiarato che la Serbia riceverà una versione più avanzata del Rafale francese, definendo l’intera vicenda il tentativo di nascondere un terribile fiasco. “Dassault dispone di una sola linea di produzione e gli aerei che escono sono gli stessi. L’unica differenza, per quelli destinati ai Paesi della NATO, è che possono trasportare armi nucleari. Per noi questo non significa nulla“, ha spiegato Galić.
Ha aggiunto che ciò che la Serbia riceverà tra due anni sarà molto più avanzato rispetto a quanto possiede oggi la Croazia. “Ma non perché sia stato progettato appositamente per la Serbia: si tratta di una configurazione sviluppata per l’Aeronautica militare francese come soluzione intermedia in attesa dell’arrivo dei velivoli di quinta generazione. Il Rafale F4 è molto più evoluto. L’avionica è stata profondamente modernizzata. Quello che riceveranno i serbi spazzerebbe via i nostri aerei nello spazio aereo. Il problema è il modo in cui la Croazia funziona da cinque o sei anni: manca qualsiasi coordinamento tra il governo e il presidente. È inaccettabile“, ha concluso Galić.
“Vučić è un autentico leader politico, mentre Plenković è un semplice burocrate”
Nel corso dello scontro con Plenković, Milanović ha citato anche Vučić, arrivando a mettere a confronto il primo ministro croato con il presidente serbo. “Aleksandar Vučić, sappiamo con chi abbiamo a che fare, è un autentico leader politico, nel bene e nel male, ed è il vero artefice di ciò che ha costruito. E questo non è necessariamente positivo. Plenković, invece, non è nulla di tutto questo. È un semplice burocrate che, grazie alle circostanze, governa, compra e manipola“, ha dichiarato Milanović.
Il ministro francese per l’Europa costretto a “giustificare” la vendita dei Rafale alla Serbia
Vale la pena ricordare che, dopo le proteste provenienti da Zagabria per la vendita dei Rafale alla Serbia, è intervenuto recentemente anche Benjamin Haddad, ministro francese delegato per l’Europa, per spiegare le ragioni della decisione di Parigi di vendere i caccia a un Paese esterno alla NATO. “La Francia, la Croazia e gli altri partner dell’Unione europea e della NATO condividono un interesse strategico comune: favorire un progressivo affrancamento della regione, e in particolare della Serbia, dalla dipendenza dalla Russia e rafforzarne i legami con i Paesi occidentali. In questo contesto la Croazia svolge un ruolo utile, ad esempio garantendo rotte alternative per l’approvvigionamento di petrolio e gas ai Paesi vicini, compresa la Serbia. L’acquisto di equipaggiamenti per la difesa dalla Francia o da altri Paesi occidentali, come gli Stati Uniti, da parte di Stati non appartenenti alla NATO risponde alla stessa logica”, ha dichiarato allora, tra le altre cose, Haddad.
(Blic, 02.07.2026)
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