Adesione UE: il rallentamento dei negoziati nei Balcani

Lo Stato di diritto e la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina sono due prerequisiti fondamentali per ulteriori progressi nel processo di adesione UE.

Inoltre, il fatto che la Serbia ha aperto solo dieci capitoli negoziali finora rappresenta una prova del rallentamento del percorso di adesione UE del paese.

Questo è anche ciò che ritiene il capo del gruppo negoziale serbo, Tanja Miscevic. Più o meno… All’inizio della settimana scorsa, nel corso del XVII Vertice economico serbo, Miscevic ha confermato che “i colloqui di adesione dell’UE non stanno progredendo alla velocità desiderata”.

“Abbiamo aperto 10 capitoli, ma ne hanno temporaneamente chiuso due. Se mi si chiede se sono soddisfatta della velocità di negoziazione, devo ammettere che non lo sono. Abbiamo avviato il processo di negoziazione quattro anni fa e se continuiamo alla velocità attuale, temo di immaginare quanto tempo sarà necessario per completare il processo”, ha dichiarato Miscevic.

Il dottor Boban Stojanovic, della Facoltà di Scienze Politiche di Belgrado, sostiene che soddisfare le condizioni di cooperazione con il Tribunale dell’Aia e risolvere i problemi con il Kosovo non è più sufficiente ad accelerare il processo di adesione all’UE.

“I nostri cittadini hanno l’impressione che non sia sufficiente, ma ciò che continuano a dimenticare è che abbiamo bisogno di riformare l’intero stato e renderlo conforme agli standard dell’UE. Proprio come i nostri paesi vicini, siamo profondamente corrotti e abbiamo un’economia problematica, e questo è qualcosa che deve cambiare. Lo Stato di diritto è qualcosa che permea tutte le aree della vita e qui è il problema più grande”, spiega il dottor Stojanovic.

Stojanovic ritiene inoltre che la Serbia avrà serie difficoltà ad armonizzare le proprie attività connesse alla protezione dell’ambiente con l’UE, poiché, per farlo, lo Stato dovrà spendere diversi miliardi di euro solo per rispettare gli standard europei. “Poi, c’è il sistema fiscale, l’armonizzazione del nostro mercato e la trasformazione dell’intera amministrazione statale. Tutto questo richiede tempo. Mi sembra che la volontà politica di fare queste cose sia sotto la media, perché la legge dell’UE ostacola i politici in Serbia nelle loro attività. Vogliono acquisizioni pubbliche non trasparenti , che l’amministrazione statale rimanga così com’è, e vogliono che le istituzioni statali non vengano riformate per conservare la possibilità di manipolarle a loro piacimento”, aggiunge il dottor Stojanovic.

(Blic, 29.10.2017)

http://www.blic.rs/vesti/politika/gde-je-zapelo-zasto-se-balkan-uspavao-na-putu-ka-eu/gggr0s7

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