Adesione all’Unione: i punti critici del prossimo rapporto della Commissione

Il rapporto annuale della Commissione europea sui progressi della Serbia si annuncia positivo anche se verranno evidenziate tre aree dove il miglioramento è ancora insoddisfacente, scrive il Vecernje Novosti.

Le tre aree critiche riguardano l’implementazione degli Accordi di Brussels con Pristina, l’ambito inerente lo sistema giudiziario e i diritti umani come anche l’armonizzazione della politica estera della Serbia con quella dell’Unione. Nel dettaglio, il capo della squadra di negoziatori serba Tanja Miscevic ha dichiarato che comunque il rapporto non conterrà particolari novità. “Il rapporto è stato steso sulla base delle attività di “screening” finora completate e gran parte dell’attenzione sarà appuntata sui capitoli 23 e 24 (NdT: sistema giudiziario e i diritti umani), su cui la Serbia deve lavorare di più. Inoltre, verranno evidenziate le problematiche relative alla politica energetica e al South Stream: mi aspetto che vi sia la richiesta di armonizzazione con le relative politiche della Ue”, ha dichiarato la Miscevic in merito al contenuto del rapporto, che sarà di circa 50 pagine e che verrà presentato nella prima metà di ottobre. 

Come detto, le maggiori critiche verteranno sui capitoli 23 e 24, ovvero sistema giudiziario, sicurezza dei cittadini e diritti umani. Nel rapporto si constaterà come vi siano molte denunce presso la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo da parte di cittadini serbi come anche la distanza fisica per raggiungere i tribunali, che a volte supera gli 80 chilometri. Il rapporto evidenzierà i ritardi e una serie di elementi di insoddisfazione in merito all’attuazione degli Accordi di Brussels con Pristina e verrà richiesto il completamento del processo di integrazione del sistema giudiziario del nord Kosovo con quello di Pristina e che riprendano i colloqui tra le parti quanto prima.

A Brussels ancora non hanno scelto i termini lessicali con cui definire lo stato del capitolo 31, ovvero quello inerente la politica estera. La posizione più dura tende a insistere affinché in questa parte del rapporto vi sia una chiara raccomandazione alla Serbia ad allinearsi sulla posizione europea e a introdurre sanzioni nei confronti della Russia, tuttavia è molto probabile che prevalga una posizione più “neutralista”, che chiederà a Belgrado di armonizzare gradualmente la sua politica estera con quella dell’Unione.

(Vecernje Novosti, 06.08.2014)  

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