Addio a Goran Puaca, promotore dello sviluppo rurale in Serbia

Quando gli esperti stranieri di coesione sociale, di promozione del territorio, di lotta alla marginalità, quelli che su tali temi vantano magari master in prestigiose università, vorranno capire come si opera in Serbia per raggiungere risultati tangibili e riconoscibilità internazionale di una comunità, di un territorio e dei suoi prodotti, dovranno riandare alle attività che negli ultimi trent’anni ha promosso, organizzato, sostenuto, ideato Goran Puaca, il presidente dell’Associazione “Futoski Kupus” (= cavolo di Futog) scomparso ieri a 58 anni.

Negli Stati Uniti il lavoro che svolgeva Goran si definisce community organizer ed è un’attività talmente stimata da essere stata il primo gradino della carriera di Barack Obama. Una persona che opera quotidianamente all’interno di una comunità per costruire, ricostruire e rafforzare i suoi legami sociali attraverso eventi e iniziative pubbliche, la lotta per i suoi diritti, la consapevolezza della propria identità e delle proprie qualità specifiche, l’impegno a indirizzare le energie e le attese dei più giovani verso iniziative concrete e non mere proteste, diffondere entusiasmo e attivismo per combattere il fatalismo e far sentire le persone degne e orgogliose della loro origine rurale.

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Tra le sue tante iniziative, l’associazione “Original Srbija” promossa da Goran Puaca raccoglie i prodotti con indicazione geografica protetta del paese.

Grazie alla dedizione di Goran, la Kupusijada di Futog (=la Festa del cavolo di Futog) da sagra di paese era diventata un appuntamento conosciuto in tutta la Serbia e i Balcani per la promozione del cibo e dell’identità locale, un’occasione di dibattito culturale sulle potenzialità dell’agricoltura in Serbia, di incontro tra produttori, accademici, giornalisti, attivisti. Soprattutto una grande festa dove una comunità presentava con orgoglio il frutto del suo lavoro che garantisce oggi a tanti non solo un’occupazione, ma un’appartenenza riconosciuta oltre i confini nazionali

Goran Puaca è stato una delle prime persone in Serbia ad aver fiducia in un italiano che cercava di promuovere il concetto Slow Food. Aveva intuito la sincerità delle mie intenzioni e la potenzialità che la rete e il concetto Slow Food poteva avere per far ulteriormente crescere la sua comunità. La condotta Slow Food di Futog resta oggi in Serbia il miglior esempio su scala nazionale di comunità del cibo, dove i concetti di Carlo Petrini vengono inverati non dall’impegno di un gruppo di appassionati e di singoli produttori di qualità ma da un intero paese. Se oggi Slow Food in Serbia è arrivata a contare otto condotte è anche grazie all’esempio positivo e alla costante promozione che gli amici di Futog, e in particolare Goran, hanno testimoniato in questi anni.

I tanti risultati che ha raggiunto Goran che, come sempre accade, verranno adeguatamente apprezzati solo dopo la sua morte, sono stati anche il frutto di una personalità buona, aperta, dinamica, entusiasta, capace di trasmettere fiducia e simpatia al primo sguardo.

L’ultimo saluto a Goran avverrà domani venerdì 3 febbraio alle 12.30 al cimitero di Futog. Poi su chi lo ha conosciuto e stimato ricadrà l’impegno di non disperdere il patrimonio di iniziative e credibilità accumulato nella sua vita da un uomo buono e generoso e messo a disposizione della sua comunità.

Biagio Carrano

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