Accusa: la Serbia non fa nulla per le lavoratrici del “Kaizen”

Il movimentto dei cittadini di Smederevo “Tvrdjva” ha rivolto una denuncia al Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa, perché già da “cinque giorni le Istituzioni della Serbia non fanno nulla per risolvere il problema della fabbrica turca Kaizen di Smederevo”.

“Abbiamo forti motivi per ritenere che in questo caso la Carta Sociale Europea sia stata violata nell’articolo 4, che fa riferimento al diritto ad un’equa remunerazione e all’articolo 5 relativo al diritto di organizzazione”, si legge nella dichiarazione.

Il movimento ha affermato che il datore di lavoro ha violato anche le normative interne in Serbia, come la Costituzione serba, e le leggi sul lavoro e lo sciopero. “Questo atteggiamento nei confronti dei lavoratori in Serbia è inammissibile e il Movimento della “Tvrdjava” ricorre alle Istituzioni per proteggere i lavoratori”, ha aggiunto la dichiarazione.

L’azienda tessile “Kaizen”, come parte della società turca “Kardem”, ha iniziato la produzione a Smederevo due anni fa. Circa 300 impiegati nella fabbrica, in cui erano impiegati per lo più donne, hanno interrotto la produzione perché il datore di lavoro non ha pagato gli stipendi e gli straordinari per un anno e mezzo. Dicono che i turni di lavoro siano quasi ogni giorno di 10 e 12 ore.

(http://rs.n1info.com/a388611/Biznis/Prituzba-Savetu-Evrope-Institucije-Srbije-ne-preduzimaju-nista-da-rese-problem-radnica-Kajzena.html)

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