L’accademico Vukosavić: i robot umanoidi sono solo una distrazione dell’opinione pubblica

L’accademico dell’Accademia serba delle scienze e delle arti e professore della Facoltà di Ingegneria elettrica, la cui principale area di ricerca è, tra le altre cose, la robotica industriale, Slobodan Vukosavić ritiene che la robotizzazione sia estremamente importante, ma che comporti anche conseguenze negative, come la riduzione dei posti di lavoro e la stratificazione sociale dovuta alla scomparsa della classe media.

Egli valuta che la produzione annunciata di robot umanoidi cinesi in Serbia non sia una soluzione ottimale e sottolinea che il Paese ha una ricca tradizione nella robotica, con laboratori universitari che sviluppano sistemi di controllo per robot industriali fin dagli anni ’60. Vukosavić afferma inoltre che gli investimenti nella scienza sono inferiori allo 0,4%, il che, a suo avviso, non è sufficiente per lo sviluppo e l’innovazione.

Commentando l’importanza della robotizzazione e dell’intelligenza artificiale per l’industria moderna, l’accademico ritiene che essa sia fondamentale, ma che rappresenti anche una naturale evoluzione del tentativo umano di ampliare le proprie capacità, comunque limitate.

“L’uomo domina il pianeta, ma le sue capacità meccaniche sono comunque limitate: forza, velocità, precisione. Inoltre, nessuno vorrebbe ripetere per 24 ore movimenti noiosi. Anche le capacità cognitive sono limitate: non possiamo ricordare tutto ciò che è contenuto in migliaia di terabyte di informazioni. I robot sono utilizzati soprattutto nell’industria, nell’esercito, nella medicina e nei trasporti automatizzati, in tutti quei casi in cui non vogliamo o non possiamo impiegare esseri umani. La robotica significa ripetibilità delle operazioni”, afferma Vukosavić.

Stratificazione sociale e perdita della classe media

Commentando il fatto che la Cina, pur avendo la più grande forza lavoro al mondo, investa fortemente nella robotizzazione e nelle fabbriche senza operai, Vukosavić spiega che la produzione automatizzata garantisce qualità, bassi costi e maggiore efficienza, ma che la sua parte negativa è la riduzione dei posti di lavoro e la stratificazione sociale.

“I robot hanno un effetto negativo perché riducono i posti di lavoro. Si vorrebbe liberare le persone dal lavoro ripetitivo, ma il risultato è che sempre più persone non hanno un ruolo chiaro nella società, creando tensioni sociali. In questo modo si perde la classe media, sulla quale si basavano la mobilitazione sociale e la democrazia. Le società si stanno stratificando”, ritiene.

I robot umanoidi come distrazione pubblica

Riguardo alla produzione di robot umanoidi cinesi in Serbia, annunciata durante una visita in Cina dal presidente serbo, Vukosavić afferma che non si tratta di una soluzione ottimale per industria, esercito, trasporti o medicina, ma piuttosto di uno strumento di distrazione dell’opinione pubblica.

“I robot industriali più complessi non sono visivamente interessanti. I robot umanoidi invece sono affascinanti e danno l’impressione che stiamo creando un uomo automatizzato. Per questo attirano attenzione e finanziamenti. Un politico pragmatico e populista può usarli per distogliere l’attenzione pubblica dai problemi reali. In questo modo si servono notizie spettacolari per distrarre i cittadini. Un robot che gioca a calcio o fa boxe è perfetto per questo scopo. Se sei un politico, il robot umanoide è molto utile per la comunicazione pubblica. Ma per il cittadino comune non è necessario: serve solo a distogliere l’attenzione mentre accadono altre cose”, afferma.

Tradizione robotica e mancanza di industria locale

Commentando il fatto che la Serbia si stia orientando verso tecnologie importate dalla Cina nonostante la tradizione nazionale nella robotica, Vukosavić sottolinea che esistono ancora laboratori all’Università di Belgrado che hanno sviluppato sistemi di controllo installati in oltre 80.000 robot nell’industria automobilistica europea. Tuttavia, secondo lui, la collaborazione con l’industria locale non è possibile perché tale industria praticamente non esiste più.

“Le persone che erano all’avanguardia nella robotica purtroppo non sono più tra noi. Esistono ancora laboratori che hanno progettato sistemi elettronici per robot industriali, ma non possono collaborare con l’industria nazionale perché non esiste una vera base industriale. Per sviluppare la robotica non bastano articoli o dichiarazioni: servono infrastrutture industriali e personale qualificato”, afferma.

Investimenti nella scienza

Commentando il fatto che la spesa per la ricerca scientifica in Serbia nel 2024 sia inferiore all’1% del PIL, Vukosavić afferma che i dati ufficiali includono anche spese che non contribuiscono realmente alla scienza. “L’investimento reale nella scienza è inferiore allo 0,4%. La scienza oggi è utile solo se fornisce una copertura pseudo-scientifica alle decisioni politiche. Altrimenti è vista come un ostacolo”, conclude.

(Insajder, 15.06.2026)
https://insajder.net/vesti/akademik-vukosavic-humanoidni-roboti-skretanje-paznje-javnosti-u-domacu-nauku-se-ulaze-manje-od-04-odsto

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