A Kovin per scoprire in bicicletta il Danubio più segreto

Intervista a cura di Elena Grammatica

A Kovin, nella regione della Vojvodina, la guest house Dunavski Plicak, aperta da Alessandro Vino e dalla sua compagna Dragana, offre un simpatico ristoro agli appassionati di ciclicmo, e non solo. La guest house si trova lungo la pista ciclabile europea Eurovelo 6 e dista 65 Km. da Belgrado. Il Serbian Monitor ha intervistato Alessandro Vino che ci racconta la sua iniziativa.

Raccontaci cosa ti ha portato in Serbia.

La mia compagna Dragana, è serba, di Kovin. Ci siamo conosciuti in Germania dove abbiamo frequentato un master. Quando abbiamo terminato il master per un periodo io ho lavorato in Svizzera, mentre Dragana è rimasta in Germania. Questa soluzione non ci piaceva e abbiamo deciso che dovevamo vivere nel paese di uno o dell’altro. Io non ci tenevo in modo particolare di tornare a Genova, dove mancavo ormai già da tanti anni, mentre Dragana aveva nostalgia del suo paese. Inoltre, siccome avevamo deciso di aprire un’attività in proprio, ci sembrava più semplice farlo in Serbia che in Italia. E poi io ero già venuto in Serbia e mi ero trovato bene.

Dunavski Plicak 1

E spiegaci come mai la scelta di aprire una guest house destinata ai biciclisti, che, vista così,  non sembra proprio la scelta più ovvia…..

Ci risultava che il cicloturismo in Serbia, e soprattutto in Vojvodina,  fosse in aumento, confermato anche dal padre di Dragana che ha un negozio di biciclette a Kovin. Inoltre ci piace molto il fatto che il cicloturismo sia un tipo di turismo a basso impatto, ecosostenibile e a basso costo.

In Vojvodina, proprio vicino a Kovin, passa l’Eurovelo 6 che è  parte di un progetto dell’associazione ciclisti europea. Questo progetto, che risale a diceci anni fa, è sorto con l’intento di collegare i paesi europei  tramite piste ciclabili. Di queste piste ce ne sono diverse, quella che interessa la Serbia, è appunto la numero 6 che collega l’Atlantico, vicino a Nantes, passa per la Germania, la Svizzera e l’Austria, segue il Danubio dalla sorgente fino al delta e arriva fino a Costanza, in Romania. Noi ci troviamo nel tratto che tocca Belgrado, Novi Sad e Kovin.

Dunavski PlicakOltre a questo abbiamo notato che in generale c’è in interesse maggiore nei confronti del ciclismo anche in Serbia e a Belgrado si sta creando un movimento che cerca di promuovere spazi per i ciclisti, e anche i cartelli d’indicazione dell’Eurovelo 6 in città sono ben visibili.

Ci è venuto in mente allora che fosse una buona idea aprire una guest house che diventasse anche luogo d’incontro e dove i ciclisti provenienti da diverse parti del mondo potessero incontrarsi e scambiarsi le proprie esperienze. Abbiamo deciso di escludere Belgrado e volevamo fare qualcosa a livello più rurale e che fosse vicino alla pista ciclabile. Così considerando tutti gli elementi, abbiamo deciso di sfruttare una casetta dei genitori di Dragana a 5 chilometri da Kovin  in un piccolo insediamento spontaneo di casette usate essenzialmene per la pesca e per le vacanze.

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E l’apertura di un’attività in proprio si è effettivamente rivelata semplice, o vi siete scontrati con imprevisti?

No, effettivamente è stato semplice, abbiamo poututo usufruire di una burocrazia semplificata perchè in Vojvodina c’è interesse a sviluppare il turismo nelle aree rurali e questo ha aiutato molto. Per quanto riguarda la casa, abbiamo lavorato ininterrottamente per due mesi e mezzo e ci siamo fatti quasi tutto da soli, sia i lavori di infrastruttura che gli interni.  E abbiamo ufficialmente aperto nel mese di aprile di quest’anno.

Cosa offre la vostra guest house?

roomsinterior_15Abbiamo 3 camere per gli ospiti, per un totale di 7 posti letto. La colazione è inclusa nel prezzo e ci teniamo molto a offrire ai nostri ospiti un pasto che ricorderanno, quindi proponiamo solo prodotti locali, cosa che i nostri ospiti sembrano gradire molto. Su richiesta prepariamo anche la cena, sempre a base di prodotti rigorosamente della regione.

Mi piacerebbe se potessi raccontarci qualcosa dei vostri ospiti, da quali paesi provengono, perchè vengono in Serbia e cosa piace loro della Serbia.

Abbiamo avuto essenzialmente ospiti francesi e tedeschi perchè sia in Germania che in Francia l’Eurovelo 6 è molto sponsorizzata e conosciuta. Ma abbiamo anche avuto persone dalla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti e dal Canada. La cosa interessante è che molti sono pensionati e abbiamo anche avuto ospiti over 70. Le tappe sull’Eurovelo non sono difficili e affrontabili anche da persone che non sono necessariamente degli ultra sportivi.

Bourget Family

In generale sono persone molto aperte, che non cercano l’hotel a 5 stelle e che si adattano facilmente e volentieri e soprattutto che hanno interesse a conoscere e a entrare in contatto con il paese che attraversano. Da questo punto di vista la Serbia ha molto da offrire e  piace perchè fuori dagli spazi urbani la popolazione è molto socievole, aperta e ospitale. Alcuni dei nostri ospiti ci hanno raccontato come la gente nelle campagne li fermasse e offrisse loro frutta, rakija, acqua, e questo è qualcosa che negli altri paesi, tranne in Romania, non succede, e ai turisti piace molto. Il cibo poi, conquista per la sua genuinità.

Per quanto riguarda i serbi, ci sono gruppi di cicloturisti appassionati che fanno lunghe distanze, le biciclette sono molto usate, ma a livello locale perciò il cicloturismo viene visto come cosa altamente avventurosa e rimane un fenomeno di nicchia.

Cosa offrono i dintorni del Dunavski Plicak,  anche per quelli che ciclisti non sono?

Per i turisti in bicicletta, oltre all’Eurovelo 6 per Kovin passa anche il Banatski route, che non segue il corso del Danubio ma va verso nord-est, si snoda in Vojvodina, attraversa la Deliblatska Pescara e va verso la Romania.

Deliblato pescaraLa  Deliblatska Pescara, che si trova vicino a Kovin, è un deserto a tutti gli effetti. Si è formato dopo l’ultima era glaciale, è una grande distesa di sabbia e, anche se ormai vi è cresciuta la vegetazione, rimane uno dei pochi deserti presenti in Europa. È una zona molto interessante per la ricchezza di flora e fauna. E si possono fare alcune passeggiate sulle dune di sabbia. Sull’altra sponda del Danubio si trova l’insediamento archeologico romano di Viminacium. Non c’è un servizio di traghetti, ma a Kovin ci sono persone che con la barca possono trasportare i turisti dall’altra parte del fiume. Costeggiando il Danubio si arriva a Stara Palanka che è una pilepenski virccola località molto simpatica, e da cui si può prendere un battello per attraversare il fiume, c’è anche una chiatta che fa il servizio e sulla quale si possono  trasportare l’auto o le biciclette. All’altezza di Stara Palanka sulla riva opposta del Danubio si trova il sito archeologico di Lepenski Vir che risale al mesolitico.In questa località è stato recuperato un villaggio intero in cui le costruzioni geometriche sono tutte rivolte verso il Danubio, e dove sono state trovate delle statuette di uomini-pesce.

E per quanto riguarda gli italiani, ci sono nostri connazionali che visitano la Serbia in bicicletta?

Diciamo che finora i cicloturisti italiani sono una minoranza, da noi  per esempio sono state solo 2 persone di Roma. La Serbia è una meta poco conosciuta e gli italiani si dirigono essenzialmente nel nord Europa, dove le strutture sono più conosciute. Ma noi ci stiamo muovendo per promuovere e far conoscere la Serbia anche in Italia.

 

 

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