A causa della pandemia sarà prolungata la scadenza del visto turistico nei Paesi Schengen

In Serbia, dai Paesi UE, tornano per lo più coloro che hanno un problema con il permesso di soggiorno in uno di questi Paesi. Tuttavia, da Bruxelles confermano che c’è la possibilità di una legalizzazione temporanea della residenza. Dalla Serbia partono due volte al giorno aerei della compagnia nazionale “Air Serbia” per evacuare i cittadini che sono bloccati all’estero a causa dell’interruzione del traffico internazionale per la pandemia da coronavirus, ha annunciato il Ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic.

Le richieste di rimpatrio in Serbia arrivano da tutte le parti, ma la priorità nell’evacuazione verrà data a studenti, persone che sono all’estero per cure mediche e coloro che erano in viaggio per affari.

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Nel frattempo, aerei stanno arrivando in Serbia pieni di connazionali che tornano dai Paesi di tutto il mondo, così come autobus da Slovenia, Ungheria e Austria.

“Per lo più tornano in Serbia coloro che hanno un problema di status nei Paesi dell’UE, e sono andati lì per lavorare un po’ grazie al regime senza visti”, ha detto il Ministro serbo Dacic alla televisione “Happy TV”.

A tutti gli altri gruppi non prioritari si prega di rimanere dove si trovano. Tuttavia, a molti di loro scadrà il permesso turistico di 90 giorni nello spazio Schengen.

La Commissione europea fa sapere che in tale situazione i cittadini potranno prolungare il loro soggiorno senza sanzioni. “Per coloro che non possono lasciare l’area Schengen dopo la scadenza del visto per soggiorni di breve durata, lo stesso visto può essere esteso da un soggiorno massimo di 90 giorni a un periodo di 180 giorni”.

Ai cittadini in questo caso verrebbe rilasciato un visto nazionale per soggiorni di lunga durata o un permesso di soggiorno che copre i soggiorni prolungati nei Paesi Schengen. Tale opzione, aggiungono, è già prevista dalla normativa sui visti e la richiesta di un’estensione del visto in caso di “forza maggiore” non avrà dei costi.

“In generale, ai cittadini di Paesi terzi bloccati nell’Unione europea ai quali, di conseguenza, scade il visto o il permesso di soggiorno di breve o lunga durata, o che rimangono al di fuori più del periodo massimo consentito di soggiorno senza visto, le guardie di frontiera faranno un’eccezione se il problema è correttamente documentato”, ha aggiunto la Commissione europea in una risposta scritta.

Il rilascio di visti e permessi di soggiorno nazionali è di competenza degli Stati membri in cui si trovano i cittadini dei Paesi terzi. Il Ministero degli Esteri tedesco spiega come dovrebbe essere la procedura.

“Dovrebbero contattare l’Ufficio stranieri nel loro luogo di residenza prima della scadenza dei 90 giorni, in caso di emergenza anche via e-mail, e chiedere al loro personale di far legalizzare il soggiorno. Già la richiesta di per sé permette di rimanere fino alla decisione dell’Ufficio per gli stranieri”, ha dichiarato il Ministero.

http://rs.n1info.com/Vesti/a582115/Nece-biti-kazni-za-duzi-ostanak-u-Sengenu.html

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