Produzione alimentare in Serbia: un potenziale ancora inespresso

Intervenendo oggi in occasione dell’apertura della fiera Foodrex, il Ministro del Commercio Ljajic ha detto che l’obiettivo della Serbia è quello di esportare cibo per un valore di 6 miliardi di dollari l’anno entro il 2015, per poi raggiungere i 10 miliardi entro il 2020.

E’ necessario usare tutte le capacità disponibili, ha detto il Ministro, il quale ha fornito dei dati a tal proposito: le frantoi e raffinerie per la produzione di olio alimentare utilizzano il 50 per cento della capacità, gli zuccherifici il 25, l’industria dolciaria il 40, quella della carne il 30, gli stabilimenti che producono mangimi per il bestiame il 34 per cento. Questi dati, secondo Ljajic, dimostrano che c’è ampio spazio per investimenti stranieri nel settore della produzione alimentare in Serbia; finora, ha aggiunto il Ministro, sono stati investiti tre miliardi nel settore.

E’ poco risaputo il fatto che la Serbia è stata riconosciuta dalla FAO come un Paese di rilevante significatività nel settore della produzione alimentare: il Paese balcanico è il secondo al mondo per la produzione di prugne, il terzo per quelli dei lamponi e della farina di cereali, il quarto per il paté d’oca, il quinto per la coltivazione di trifoglio, il sesto per il fegato di pollo, il settimo per la rapa e il nono per le mele cotogne e il gelato.

Ricordando che il ventunesimo secolo sarà il secolo delle lotte per il cibo, l’acqua e l’energia, Ljajic ha detto che la Serbia è ricca di tutti e tre.

Foodrex, fiera internazionale del cibo e delle bevande, si tiene a Belgrado fino a giovedì 17 aprile.

(b92.net, 15.04.2014)

 

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