22 distributori su 70 vendono carburante scadente

L’ultima ispezione ha rilevato che un terzo dei distributori controllati vendeva carburante di bassa qualità.

L’emittente pubblica RTS ha diffuso la notizia, senza però fare i nomi delle stazioni di servizio coinvolte: essi saranno però svelati al termine delle indagini di polizia e magistrati. Fra un mese ci sarà un nuovo accertamento e, dal prossimo anno, secondo le regole europee tutti i 1200 distributori nazionali dovranno essere stati controllati. Il problema è, però, che per ora in Serbia ci sono solo 12 ispettori specializzati. Quale sia la qualità del carburante nel Paese lo mostra l’esperienza degli automobilisti, i quali sostengono che fare il pieno all’estero comporta una grande differenza in termini di prestazioni dell’auto (sia per quanto riguarda velocità e ripresa, sia dal punto di vista dei consumi); allo stesso modo, sono state notate differenze tra un distributore e l’altro in Serbia. Numerose trasgressioni sono state rilevate anche durante ispezioni commerciali: 14 distributori su 70 avevano quantità di zolfo nelle cisterne superiori al consentito, il che indica il fatto che queste ultime non erano pulite; anche la documentazione, in 8 casi, non era in regola e sono stati scoperti casi di carburante di qualità molto scadente che quasi sicuramente è giunto nel Paese in modo illegale. Il responsabile della Supervisione tecnica del Ministero del Commercio, Slavisa Petkovic, dice che il Ministero degli Interni ha fatto sapere che esiste in commercio un derivato del petrolio che potrebbe avere “conseguenze catastrofiche” nelle stazioni di servizio, visto che si incendia a temperatura ambiente: non si tratta dunque solo di un mancato pagamento delle accise sul carburante, ma anche di un grave problema in termini di sicurezza dei cittadini. Un ulteriore problema è dato dai danni che sono conseguenza dell’utilizzo di cattivo carburante: la rottura di pompe, ugelli, e filtri può costare ai proprietari delle auto dai 100 ai 1000 euro per la riparazione. A marzo di quest’anno 9 persone sono state arrestate in Serbia per il sospetto di aver venduto olio combustibile al posto del gasolio, con un guadagno di circa 7 milioni di euro.

(RTS, 18.09.2013)

gorivo

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