Troppa burocrazia per chiudere una società

Da quest’anno è stata avviata l’applicazione delle nuove normative che renderanno impossibile per gli imprenditori chiudere le imprese e lasciare i loro debiti allo Stato. Gli imprenditori possono ora chiudere le imprese solo se al momento di cancellare la registrazione presso il regostro delle imprese presentano la conferma che eventuali debiti fiscali in corso sono stati saldati. I funzionari non hanno fatto tale disposizione invano. Gli obblighi non pagati degli imprenditori sono stati pari a 88,8 miliardi di dinari, da cui circa 55 miliardi sarà difficile raccogliere perché hanno chiuso le imprese.

Tuttavia, si è scoperto che la raccolta dei certificati da presentare entro cinque giorni lavorativi è troppo complicata per la nostra amministrazione e che è difficile armonizzarla con il ritmo del lavoro svolto dagli amministratori locali.

“Gli imprenditori come prova di aver pagato il debito d’imposta devono presentare due certificati. Uno riguarda gli obblighi che gli imprenditori hanno avuto verso l’amministrazione fiscale statale, e l’altro viene rilasciato dall’amministrazione fiscale locale. Entrambe le autorità dovrebbero rilasciare un certificato che non risultano i debiti. I due certificati devono essere rilasciati con un massimo di 5 giorni di distanza. È qui che il problema nasce dal fatto che a livello locale e quello nazionale le tempistiche non sono armonizzate. Così, gli imprenditori sono costretti a richiedere i certificati più volte per rientrare nel lasso di tempo richiesto. Il rilascio di ogni certificato richiede una tassa di qualche centinaio di dinari e quando quando deve essere fatto più volte, i costi si accumulano inutilmente. Vi sono problemi in tutti i comuni. L’unica soluzione è che l’amministrazione fiscale della repubblica e delle sue unità, si accordino con i colleghi dei comuni e delle città cosi che i certificati vengono rilasciati entro i termini previsti dalla legge, con il scopo di chiudere la procedura con solo due certificati.” – viene detto da Jovan Beara, il presidente dell’Associazione delle Agenzie di contabilità Vojvodina (UVRA).

Beara ci ricorda che si tratta di una normativa quasi identica a quella approvata nel 2013, la quale è stata annullata  solo a causa di problemi nella realizzazione. “E ‘ovvio che le autorità avrebbero potuto risolvere il problema con il controllo delle imposte pagate in un altro modo. L’imprenditore garantisce i debiti con i beni personali, così come quelli posseduti dai membri della stessa famiglia. Quindi, con l’aiuto di un esecutore, l’intero processo può essere fatto molto più facile e veloce rispetto alla alternativa dei i due certificat.”,egli aggiunge.

I dati mostrano che attraverso il pagamento di vari certificati e tasse gli imprenditori hanno contributo 135 miliardi di dinari. Già all’inizio dell’anno si è creata le possibilità che questa cifra aumenti quando si farà la somma dei dati per il 2016.

(Dnevnik, 30.01.2016)

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