“Dalla migrazione all’integrazione”: Davos riflette sugli scenari futuri

Il Forum economico mondiale di Davos  è stato aperto dalla prima discussione sotto il titolo “Dalle migrazioni all’integrazione” durante la quale il primo ministro srbo ha indicato che la Serbia è solo un paese sulla strada dei migranti verso l’Unione europea. 

“Il popolo serbo ha mostrato grande solidarietà. La Serbia è abituata alle colonne di profughi. Negli ultimi 100 anni molti hanno attraversato o sono venuti in Serbia. Anch’io sono figlio di un profugo bosniaco e oggi sono primo ministro”, ha detto Vucic, indicando che oggi in Europa si emanano nuove decisioni e che l’Austria, la Germania e la Macedonia chiudono le loro confini. 

“Non sono sicuro se questo sia il miglior modo. La politica europea per le migrazioni richiede dei cambiamenti”, ha detto Vucic aggiungendo che alcuni paesi, membri dell’Unione europea si sono comportati come i membri solo quando dovevano ricevere i soldi dai fondi europei, però  quando è venuta l’ora per trovare una soluzione comune, non ci sono mostrati bene.

Vucic, commentando il fatto che i migranti non si fermano in Serbia, ha detto che la Serbia non può raggiungere il livello dello sviluppo e dell’assistenza sociale della Germania e Svezia, però che è pronta a prendere una parte di questo onere.

“Abbiamo sostenuto il sistema delle quote. Anche se non siamo i membri dell’Unione europea, siamo pronti ad accettare la nostra quota. Siamo più pronti della Slovenia e della Croazia, il che ho detto anche a Angela Merkel a Bruxelles”, ha detto Vucic.

Vucic ha avvertito che l’ultimo mese sono arrivate 1.800 persone, però che dal 15 marzo si aspettano 5000 persone ogni giorno. “Finora, la Serbia non ha avuto nessun problema con i profughi. Oltre 750.000 migranti hanno attraversato la Serbia, e ci sono stati solo 9 reati minori commessi da loro”, ha detto il presidente del governo serbo.

(RTS, 20.01.2016)

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