L’opposizione pro-europea contro il governo pro-europeo

“La politica di Tadic va bene, solo che non si sta implementando”, ha dichiarato Tomislav Nikolic alla fine del 2009. Dopo due anni e mezzo, lui stesso si è sistemato nel gabinetto presidenziale di Tadic. In primo tempo sembrava ridicolo, però abbastanza coraggioso e unico il riconoscimento di un tale funzionario della forte opposizione dell’epoca. Dall’altra parte le dichiarazioni dell’opposizione attuale sembrano un’espressione della debolezza.

Il partito del progresso serbo, prima Nikolic, poi anche Vucic sono riusciti a farsi carico della politica del governo precedente, mentre il nuovo partito democratico, il partito democratico liberale, il partito socialdemocratico ed altri derivati del partito democratico non sono riusciti a convincere i cittadini che il cambio del governo non era giusto. 

Secondo il professore Vladimir Goati, l’opposizione si trova in una situazione difficile, perchè non possono contestare il programma e gli obiettivi che hanno posti loro stessi durante il loro governo, e poi perchè non li hanno realizzati. “L’impegno a realizzare questi obiettivi, l’ha preso il partito del progresso serbo.

“Il problema più grave è il fatto che il governo ha causato che altre 150.000 persone vivano in condizioni di povertà assoluta. Questo governo non ha soluzioni per lo sviluppo, si occupa solo di promesse irreali, quali lo stipendio di 500 euro, il che implica una crescita annuale del 10%,  impossibile”, ha detto il leader del partito socialdemocratico, Boris Tadic.

Il direttore dell’Agenzia Factor plus, Vladimir Pejic valuta che l’opposizione pro-europea ha una piattaforma che si basa solo sulle dimissioni di Vucic, non indicando che cosa loro avrebbero fatto diversamente. Il loro problema  è il fatto che avevano avuto l’opportunità di gestire la stessa politca e che i cittadini hanno visto come andavano. “Adesso gli manca qualsiasi politica, eccetto quella pro-europea. Questo momento non è come  una decina di anni fa, quando sulla scena politca vi era una divisione chiara dei partiti per e contro l’Unione europea”, dice Pejic, aggiungendo che la campagna elettoriale sarà basata sulle accuse al governo da parte dell’opposizione, mentre il governo si difenderà e chiederà il sostegno per tutto quello che ha fatto nel periodo precedente.

Marko Uljarevic, direttore del settore per le ricerche dell’azienda “Ipsos strategic marketing”, ritiene che se si unisse la nuova coalizione dell’opposizione insieme con il partito democratio, il loro potenziale reale sarebbe circa 10-15%, perchè molta gente è delusa dei risultati della Rivoluzione del 5 ottobre. 

Inoltre, si ragiona sul perchè Vucic abbia deciso di annunciare le elezioni anticipate. Secondo Uljarevic, con le elezioni si vorrebbero evitare i conflitti sociali, velocizzare le riforme e rinnovare la legittimità per la continuazione della strada europea del governo attuale.

Secondo i partiti di destra una delle ragioni principali per le elezioni anticipate è “nascondere l’accettazione del capitolo 35 sull’adesione all’Ue, il che intende il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo”.

Tuttavia Vladimir Pejic ritiene che Vucic voglia tenere una specie di referendum sulla sua politica finora, perchè molti lo accusano che ha tradito la strada europea da una parte e gli interessi nazionali dall’altra parte, mentre evidentemente la maggior parte dei cittadini crede che lui gestisca una politica corretta. “Vucic vuole il riconoscimento del popolo per continuare una tale politica”, valuta Pejic. 

(Politica, 20.01.2016.)

 

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