2/3 dei sindacati in Serbia sono controllati dallo Stato e dai datori di lavoro

In Serbia ci sono sempre più nuovi investitori, sia stranieri che nazionali, che inseguono alti profitti ricevendo grandi sussidi statali e avendo modesti obblighi verso lo Stato e ancora più modesti verso i lavoratori, diventati una manodopera a basso costo, che sta ormai scomparendo, e senza quasi nessuna rappresentanza sindacale.

Negli ultimi 10 anni, forse anche di più, non c’è stato neanche uno sciopero sindacale “grande”, ma solo sporadiche “espressioni di insoddisfazione”. I sindacati “non sono più quelli di una volta” e il numero di quelli che combattono per i diritti dei lavoratori è diminuito; sono sempre meno quelli indipendenti e sempre più avanzano i sindacati statali.

Nei giorni scorsi, i sindacalisti di Kragujevac si sono lamentati con i media per la formazione dell’Unione dei sindacati della Serbia nella stessa città, sostenuta dal governo e che raccoglie i membri promettendo loro: revisione dei posti di lavoro, licenziamenti di esuberi, licenziamenti in tronco. Questo succede spesso nelle aziende pubbliche e nell’amministrazione statale.

“Il fatto che lo Stato formi dei sindacati accade, soprattutto nel settore pubblico e nell’amministrazione statale, dove è di pubblico dominio che il Ministro della Polizia ha un proprio sindacato. Può negarlo, ma sappiamo in pratica che questi sindacati esistono e si formano facendo pressione sulle persone o concedendo privilegi”, dice a “Danas” Ranka Savić, presidente dell’Associazione dei sindacati liberi e indipendenti.

Basta dire alle persone che dovrebbero iscriversi a quel sindacato che gli verranno offerti contratti e posizioni migliori, nonché posti di lavoro migliori. “So che è stato formato un nuovo sindacato nel Fondo Pensioni e Invalidità (PIO), dove migliaia di persone hanno lasciato il sindacato esistente e si sono trasferiti in quello nuovo, che si è formato con l’arrivo di alcune persone del partito al governo”, sottolinea Savic.

È frequente, osserva, che gli amministratori di alcune società formino il proprio sindacato, il più delle volte dopo che il commissario si è lamentato o è entrato in conflitto con loro. “Ora stiamo combattendo una battaglia con la “JK Bukulja”, dove il direttore ha formato un sindacato con un nostro membro, che abbiamo salvato dal licenziamento un mese prima. Ha trovato una persona adatta a questo e, attraverso ricatti o promesse, ha portato le persone ad aderire al suo sindacato”, sottolinea la Savic.

La situazione è difficile e in questa lotta impari, sottolinea Ranka Savić, coloro che si battono per i diritti dei lavoratori hanno come avversari sia lo Stato che i datori di lavoro. Zeljko Veselinovic, presidente di “USS Sloga”, sostiene che ogni giorno ci sono sempre più sindacati comprati o formati dallo Stato.

“L’Unione dei sindacati della Serbia è stata fondata nel 2014, quando Aleksandar Vulin è diventato Ministro del lavoro, e quel sindacato era composto da persone che erano state escluse da tutti gli altri sindacati e non riuscivano a vivere una vita normale e poi hanno usufruito dei privilegi che il governo ha dato loro. Non è un sindacato, ma un gruppo di interesse, che difende gli interessi del governo e di alcuni gruppi”, sottolinea Veselinović.

Una tale unione statale è presente, dice, in molte istituzioni come nei servizi sociali, e la sua funzione non è altro che quella di difendere il governo quando necessario. Inoltre, in Serbia da molto tempo, come in altre parti nel mondo, ci sono i cosiddetti sindacati gialli, quelli formati dal datore di lavoro in azienda e che hanno il compito di tutelare gli interessi del datore di lavoro.

In Serbia, sottolinea, ci sono due grandi sindacati che non sono stati formati dal governo, ma che sono al servizio del governo: i sindacati della polizia e l’Eps. Come esempio di sindacato giallo, Veselinović cita la situazione di “Geox”, in cui dopo una protesta quattro anni fa la direzione formò un sindacato con abbastanza persone per soddisfare la rappresentatività il quale non aveva altra funzione che attaccare le altre formazioni come “Sloga”.

https://www.danas.rs/ekonomija/dve-trecine-sindikata-je-pod-kontrolom-drzave-i-poslodavaca/

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